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Innamoriamoci della Sacra Scrittura! Essa ha per Autore Dio che, con la potenza dello Spirito Santo solo, è resa comprensibile (cf. Dei Verbum 12) attraverso coloro che Dio ha chiamato nella Chiesa Cattolica, nella Comunione dei Santi. Predisponi tutto perché lo Spirito scenda (invoca il Veni, Creator Spiritus!) in te e con la sua forza, tolga il velo dai tuoi occhi e dal tuo cuore affinché tu possa, con umiltà, ascoltare e vedere il Signore (Salmo 119,18 e 2 Corinzi 3,12-16). È lo Spirito che dà vita, mentre la lettera da sola, e da soli interpretata, uccide! Questo forum è CONSACRATO ALLO SPIRITO SANTO e sottolineamo che questo spazio non pretende essere la Voce della Chiesa, ma che a Lei si affida, tutto il materiale ivi contenuto è da noi minuziosamente studiato perchè rientri integralmente nell'insegnamento della nostra Santa Madre Chiesa pertanto, se si dovessero riscontrare testi, libri o citazioni, non in sintonia con la Dottrina della Chiesa, fateci una segnalazione e provvederemo alle eventuali correzioni o chiarimenti!
 
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La Gloria di DIO

Last Update: 9/2/2009 11:41 AM
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9/2/2009 11:41 AM
 
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La Gloria di Dio
Autore: Stefano BIAVASCHI

Il primo fine della nostra vita, la prima ragione dell’agire di ogni uomo: la Gloria di Dio. Una verità da non dimenticare.

Dopo aver affrontato il tema della Risurrezione di Gesù, dell' Ascensione e della risurrezione dei corpi (cfr il Timone, nn. 1-2-3), ci sembra opportuno affrontare quello della Gloria di Dio, che troppo spesso rimane assente dalle predicazioni e dalle omelie.
La nostra esagerata preoccupazione delle cose contingenti e la tendenza a interessarci solo di ciò che nel cristianesimo conduce a un'utilità sociale, ci porta infatti a dimenticare che il fondamento e il fine di tutto quanto esiste è la Gloria di Dio.
La carità verso i poveri, l'aiuto verso gli emarginati o i tossicodipendenti, la cura dei portatori di handicap ed ogni altra forma di servizio come anche di apostolato, acquistano una direzione e un senso se la speranza che ci anima è quella di vedere un giorno tutti questi fratelli partecipare alla Gloria di Dio.
Ciò che di bello e di buono  noi riusciamo a realizzare nel tempo deve essere visto solo come il primo, precario frammento di un Regno che completerà in gloria quello che noi  abbiamo fatto. Anzi, è proprio per questa ragione che  ogni opera umana merita la  massima attenzione. Perché è vero che le nostre azioni e il  nostro annuncio, tutto in Cielo verrà ripreso, valorizzato e perfezionato dall' Amore onnipotente di Dio che glorifica tutto ciò che Gli somiglia.
Se non intende questo, anche il cristiano meglio intenzionato rischia lo scoraggiamento, o cade in quella mentalità efficientista che limita l'orizzonte al contingente, e per la quale è buono e ha senso solo ciò che produce un successo visibile. Ma il cristiano che in stato di grazia è già, in parte, cittadino del Cielo, sa che Dio asciugherà ogni lacrima dai suoi occhi perché: "il Regno di Dio giungerà alla sua pienezza" e "i giusti regneranno per sempre con Cristo, glorificati in corpo e anima" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1402).
Tutto questo il cristiano può già pregustarlo nell'Eucaristia, che la Chiesa antica chiamava "pegno della Gloria futura" e che il Catechismo definisce "anticipazione della Gloria del Cielo" (n. 1402): lasciandosi trasfigurare dal Pane di vita eterna, egli infatti anticipa in sé e nel suo agire i tratti di quella Gloria.
È questa la radice di quella virtù teologale che chiamiamo Speranza, anche se spesso la riduciamo a una semplice attesa di un qualche futuro migliore. In realtà, non è in gioco solo la nostra felicità, sebbene (e pure questo viene ricordato poco) questa ci verrà con. ferita in misura immensa e per tutta l'eternità. La Gloria di Dio non si riduce solo alla dilatazione di tutto l'essere al godimento celeste, ma è anche somma manifestazione dello Spirito, alla Luce ineffabile del quale tutto il molteplice si incontra e si unisce sublimandosi nell' Amore irradiato dalla Trinità. E sebbene quest'Ultima sarebbe nella Gloria anche senza le creature, la storia personale di salvezza ciascuna di queste, una volta glorificata, diventerà paradiso vicendevole per tutti i beati.
Se imparassimo a vedere nelle persone quello che esse saranno in gloria, riusciremmo ad amarle oltre ogni tentazione di scoraggiamento o rancore Riusciremmo a capire che non sono quali ci appaiono, riusciremmo a scorgere in loro le membra risorte del Cristo.
Ed anche tutte le cose che ci circondano ci svelerebbero la loro natura di segni che nascondono e svelano i lineamenti della Città celeste.



IL TIMONE – Novembre/Dicembre 1999 (pag. 26)

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