LA BIBLIOTECA DEL DIFENDERE LA VERA FEDE
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QUESTO FORUM E' CONSACRATO ALLO SPIRITO SANTO... A LUI OGNI ONORE E GLORIA NEI SECOLI DEI SECOLI, AMEN!
 
Innamoriamoci della Sacra Scrittura! Essa ha per Autore Dio che, con la potenza dello Spirito Santo solo, è resa comprensibile (cf. Dei Verbum 12) attraverso coloro che Dio ha chiamato nella Chiesa Cattolica, nella Comunione dei Santi. Predisponi tutto perché lo Spirito scenda (invoca il Veni, Creator Spiritus!) in te e con la sua forza, tolga il velo dai tuoi occhi e dal tuo cuore affinché tu possa, con umiltà, ascoltare e vedere il Signore (Salmo 119,18 e 2 Corinzi 3,12-16). È lo Spirito che dà vita, mentre la lettera da sola, e da soli interpretata, uccide! Questo forum è CONSACRATO ALLO SPIRITO SANTO e sottolineamo che questo spazio non pretende essere la Voce della Chiesa, ma che a Lei si affida, tutto il materiale ivi contenuto è da noi minuziosamente studiato perchè rientri integralmente nell'insegnamento della nostra Santa Madre Chiesa pertanto, se si dovessero riscontrare testi, libri o citazioni, non in sintonia con la Dottrina della Chiesa, fateci una segnalazione e provvederemo alle eventuali correzioni o chiarimenti!
 
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LIBRO DEL SIRACIDE

Last Update: 9/3/2009 12:27 PM
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9/3/2009 11:54 AM
 
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SIRACIDE

Nota introduttiva

Quando sul finire del I secolo d.C. venne stabilito il canone ebraico dei libri sacri, il Siracide ne venne escluso e, di conseguenza, l’originale ebraico, non più letto in sinagoga, un po’ alla volta andò perduto. Dalla fine del secolo XIX in poi, tuttavia, se ne sono riportate in luce ampie sezioni, attraverso manoscritti medievali trovati in Egitto, presso una sinagoga del Vecchio Cairo, e frammenti diversi scoperti in Palestina, e più precisamente a Qumran e a Masada. Si è ininterrottamente conservata, invece, dall’antichità ad oggi, la versione greca del Siracide, della quale la Chiesa si è sempre giovata.
Tra i manoscritti greci alcuni conservano una forma testuale più corta (testo breve), mentre altri vi inseriscono qua e là aggiunte e amplificazioni (testo lungo). Allo stato attuale degli studi, il testo greco breve del Siracide è considerato più autorevole dal punto di vista critico e per questo motivo esso era stato preferito nelle precedenti edizioni della traduzione italiana della Bibbia per l’uso liturgico (1971 e 1974). La Chiesa latina, però, ha costantemente privilegiato il testo lungo del Siracide: così nella Vetus Latina, nella Vulgata e oggi nella Nova Vulgata (1979, 1986).
Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dichiarato la Nova Vulgata “tipica” soprattutto per l’uso liturgico. In questa terza edizione della Bibbia liturgica italiana è stato pertanto tradotto dal greco non il testo breve del Siracide, ma quello lungo. È sembrato doveroso anche dare il giusto rilievo al testo breve, segnalandone al lettore l’estensione: per questo motivo esso viene stampato in carattere tondo, mentre stanno in corsivo le aggiunte proprie del testo lungo. Le varianti più significative dell’ebraico vengono segnalate nelle note di commento. In un apparato specifico a fondo pagina del testo, invece, sono riportate le varianti più significative con cui la Nova Vulgata (NVg) si distacca dal testo critico di uso più corrente, curato da J. Ziegler, che è seguito nella presente traduzione.

Prologo*

Molti e importanti insegnamenti ci sono dati dalla legge, dai profeti e dagli altri scritti successivi, per i quali è bene dar lode a Israele quanto a dottrina e sapienza. Però non è giusto che ne vengano a conoscenza solo quelli che li leggono, ma è bene che gli studiosi, con la parola e con gli scritti, si rendano utili a quelli che ne sono al di fuori.
Per questo motivo, mio nonno Gesù, dopo essersi dedicato per tanto tempo alla lettura della legge, dei profeti e degli altri libri dei nostri padri, avendone conseguito una notevole competenza, fu indotto pure lui a scrivere qualche cosa su ciò che riguarda la dottrina e la sapienza, perché gli amanti del sapere, assimilato anche questo, possano progredire sempre più nel vivere in maniera conforme alla legge.
Siete dunque invitati a farne la lettura con benevola attenzione e ad essere indulgenti se, nonostante l’impegno posto nella traduzione, sembrerà che non siamo riusciti a rendere la forza di certe espressioni. Difatti le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando vengono tradotte in un’altra lingua. E non solamente quest’opera, ma anche la stessa legge, i profeti e il resto dei libri nel testo originale conservano un vantaggio non piccolo.
Nell’anno trentottesimo del re Evèrgete, anch’io, venuto in Egitto e fermatomi un poco, dopo avere scoperto che lo scritto è di grande valore educativo, ritenni necessario adoperarmi a tradurlo con diligente fatica. In tutto quel tempo, dopo avervi dedicato molte veglie e studi, ho portato a termine questo libro, che ora pubblico per quelli che, all’estero, desiderano istruirsi per conformare alla legge il proprio modo di vivere.
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1                     1Ogni sapienza viene dal Signore

e con lui rimane per sempre.

2La sabbia del mare, le gocce della pioggia

e i giorni dei secoli chi li potrà contare?

3L’altezza del cielo, la distesa della terra

e le profondità dell’abisso chi le potrà esplorare?^

4Prima d’ogni cosa fu creata la sapienza

e l’intelligenza prudente è da sempre.

5Fonte della sapienza è la parola di Dio nei cieli,

le sue vie sono i comandamenti eterni.

6La radice della sapienza a chi fu rivelata?

E le sue sottigliezze chi le conosce?

7Ciò che insegna la sapienza a chi fu manifestato?

La sua grande esperienza chi la comprende?

8Uno solo è il sapiente e incute timore,

seduto sopra il suo trono.

9Il Signore stesso ha creato la sapienza,

l’ha vista e l’ha misurata,

l’ha effusa su tutte le sue opere,

10a ogni mortale l’ha donata con generosità,

l’ha elargita a quelli che lo amano.

éL’amore del Signore è sapienza che dà gloria,

a quanti egli appare, la dona perché lo contemplino.ù

 

11Il timore del Signore è gloria e vanto,

gioia e corona d’esultanza.

12Il timore del Signore allieta il cuore,

dà gioia, diletto e lunga vita.

éIl timore del Signore è dono del Signore,

esso conduce sui sentieri dell’amore.ù

13Chi teme il Signore avrà un esito felice,

nel giorno della sua morte sarà benedetto.^

 

14Principio di sapienza è temere il Signore;

essa fu creata con i fedeli nel seno materno.

15Ha posto il suo nido tra gli uomini con fondamenta eterne,

abiterà fedelmente con i loro discendenti.^

16Pienezza di sapienza è temere il Signore;

essa inebria di frutti i propri fedeli.

17Riempirà loro la casa di beni desiderabili

e le dispense dei suoi prodotti.

18Corona di sapienza è il timore del Signore;

essa fa fiorire pace e buona salute.

L’una e l’altra sono doni di Dio per la pace

ée si estende il vanto per coloro che lo amano.ù

19Egli ha visto e misurato la sapienza,

ha fatto piovere scienza e conoscenza intelligente,

ha esaltato la gloria di quanti la possiedono.

20Radice di sapienza è temere il Signore,

i suoi rami sono abbondanza di giorni.^

21Il timore del Signore tiene lontani i peccati,

chi vi persevera respinge ogni moto di collera.

 

22La collera ingiusta non si potrà scusare,

il traboccare della sua passione sarà causa di rovina.

23Il paziente sopporta fino al momento giusto,

ma alla fine sgorgherà la sua gioia.

24Fino al momento opportuno terrà nascoste le sue parole

e le labbra di molti celebreranno la sua saggezza.

 

25Fra i tesori della sapienza ci sono massime sapienti,

ma per il peccatore è obbrobrio la pietà verso Dio.

26Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti

e il Signore te la concederà.

27Il timore del Signore è sapienza e istruzione,

egli si compiace della fedeltà e della mansuetudine.

28Non essere disobbediente al timore del Signore

e non avvicinarti ad esso con cuore falso.

29Non essere ipocrita davanti agli uomini

e fa’ attenzione alle parole che dici.

30Non esaltarti, se non vuoi cadere

e attirare su di te il disonore;

il Signore svelerà i tuoi segreti

e ti umilierà davanti all’assemblea,

perché non ti sei avvicinato al timore del Signore

e il tuo cuore è pieno d’inganno.

 

 

2                     1Figlio, se ti presenti per servire il Signore,^

prepàrati alla tentazione.

2Abbi un cuore retto e sii costante^,

non ti smarrire nel tempo della prova.

3Stai unito a lui senza separartene,

perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.

4Accetta quanto ti capita

e sii paziente nelle vicende dolorose,

5perché l’oro si prova con il fuoco

e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.

éNelle malattie e nella povertà confida in lui.ù

6Affìdati a lui ed egli ti aiuterà,

raddrizza le tue vie e spera in lui^.

 

7Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia

e non deviate, per non cadere.

8Voi che temete il Signore, confidate in lui,

e la vostra ricompensa non verrà meno.

9Voi che temete il Signore, sperate nei suoi benefici,

nella felicità eterna e nella misericordia,

époiché la sua ricompensa è un dono eterno e gioioso.ù

10Considerate le generazioni passate e riflettete:

chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?

O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?

O chi lo ha invocato e da lui è stato trascurato?

11Perché il Signore è clemente e misericordioso,

perdona i peccati e salva al momento della tribolazione^.

 

12Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti

e al peccatore che cammina su due strade!

13Guai al cuore indolente che non ha fede,

perché non avrà protezione.

14Guai a voi che avete perduto la perseveranza:^

che cosa farete quando il Signore verrà a visitarvi?

 

15Quelli che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole,

quelli che lo amano seguono le sue vie.

16Quelli che temono il Signore cercano di piacergli,

quelli che lo amano si saziano della legge.

17Quelli che temono il Signore tengono pronti i loro cuori

e si umiliano al suo cospetto.^

18é«Gettiamoci nelle mani del Signore

e non in quelle degli uomini;ù

poiché come è la sua grandezza,

così è anche la sua misericordia».

 

 

3                     1^Figli, ascoltate me, vostro padre,

e agite in modo da essere salvati.

2Il Signore infatti ha glorificato il padre al di sopra dei figli

e ha stabilito il diritto della madre sulla prole.

3Chi onora il padre espia i peccati^,

4chi onora sua madre è come chi accumula tesori.

5Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli

e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.

6Chi glorifica il padre vivrà a lungo,

chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre.

7Chi teme il Signore, onora il padre

e serve come padroni i suoi genitori.

8Con le azioni e con le parole onora tuo padre,

perché scenda su di te la sua benedizione,

9poiché la benedizione del padre consolida le case dei figli,

la maledizione della madre ne scalza le fondamenta.

10Non vantarti del disonore di tuo padre,

perché il disonore del padre non è gloria per te;

11la gloria di un uomo dipende dall’onore di suo padre,

vergogna per i figli è una madre nel disonore.

12Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia,

non contristarlo durante la sua vita.

13Sii indulgente, anche se perde il senno,

e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore.

14L’opera buona verso il padre non sarà dimenticata,

otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa.

15Nel giorno della tua tribolazione Dio si ricorderà di te,

come brina al calore si scioglieranno i tuoi peccati.

16Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore,

chi insulta sua madre è maledetto dal Signore.

 

17Figlio, compi le tue opere con mitezza,

e sarai amato più di un uomo generoso.

18Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,

e troverai grazia davanti al Signore.

19Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,

ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.

20Perché grande è la potenza del Signore,

e dagli umili egli è glorificato.

21Non cercare cose troppo difficili per te

e non scrutare cose troppo grandi per te.

22Le cose che ti sono comandate, queste considera^:

énon hai bisogno di quelle nascoste.ù

23Non affaticarti in opere superflue,

ti è stato mostrato infatti più di quanto possa comprendere la mente umana.

24La presunzione ha fatto smarrire molti

e le cattive illusioni hanno fuorviato i loro pensieri.

25Se non hai le pupille, tu manchi di luce;

se ti manca la scienza, non dare consigli.

26Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male,

chi ama il pericolo in esso si perderà.^

27Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni,

il peccatore aggiungerà peccato a peccato.

28Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,

perché in lui è radicata la pianta del male.

29Il cuore sapiente medita le parabole,

un orecchio attento è quanto desidera il saggio.^

30L’acqua spegne il fuoco che divampa,

l’elemosina espia i peccati.

31Chi ricambia il bene provvede all’avvenire,

al tempo della caduta troverà sostegno.

[Edited by (Gino61) 9/3/2009 12:02 PM]
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4            1Figlio, non rifiutare al povero il necessario per la vita,

non essere insensibile allo sguardo dei bisognosi.

2Non rattristare chi ha fame,

non esasperare chi è in difficoltà.

3Non turbare un cuore già esasperato,

non negare un dono al bisognoso.

4Non respingere la supplica del povero,

non distogliere lo sguardo dall’indigente.

5Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo,

non dare a lui l’occasione di maledirti,

6perché se egli ti maledice nell’amarezza del cuore,

il suo creatore ne esaudirà la preghiera.

7Fatti amare dalla comunità^

e davanti a un grande abbassa il capo.

8Porgi il tuo orecchio al povero^

e rendigli un saluto di pace con mitezza.

9Strappa l’oppresso dal potere dell’oppressore

e non essere meschino quando giudichi.

10Sii come un padre per gli orfani,

come un marito per la loro madre:

sarai come un figlio dell’Altissimo,

ed egli ti amerà più di tua madre.

 

11La sapienza esalta i suoi figli

e si prende cura di quanti la cercano.

12Chi ama la sapienza ama la vita,

chi la cerca di buon mattino sarà ricolmo di gioia.

13Chi la possiede erediterà la gloria;

dovunque vada, il Signore lo benedirà.

14Chi la venera rende culto a Dio, che è il Santo,

e il Signore ama coloro che la amano.

15Chi l’ascolta giudicherà le nazioni,

chi le presta attenzione vivrà tranquillo.

16Chi confida in lei l’avrà in eredità,

i suoi discendenti ne conserveranno il possesso.

17Dapprima lo condurrà per vie tortuose^,

gli incuterà timore e paura,

lo tormenterà con la sua disciplina,

finché possa fidarsi di lui e lo abbia provato con i suoi decreti;

18ma poi lo ricondurrà su una via diritta e lo allieterà,

gli manifesterà i propri segreti^.

19Se invece egli batte una falsa strada, lo lascerà andare

e lo consegnerà alla sua rovina.

 

20Tieni conto del momento e guàrdati dal male,

e non avere vergogna di te stesso.

21C’è una vergogna che porta al peccato

e c’è una vergogna che porta gloria e grazia.

22Non usare riguardi a tuo danno^

e non arrossire a tua rovina.

23Non astenerti dal parlare quando è necessario

e non nascondere la tua sapienza per bellezza,

24poiché dalla parola si riconosce la sapienza

e l’istruzione dai detti della lingua.

25Non contrastare la verità,

ma arrossisci della tua ignoranza.

26Non vergognarti di confessare i tuoi peccati

e non opporti alla corrente di un fiume.

27Non sottometterti a un uomo stolto,

non essere parziale a favore di un potente.

28Lotta sino alla morte per la verità,

il Signore Dio combatterà per te.

29Non essere arrogante nel tuo linguaggio,

fiacco e indolente nelle opere.

30Non essere come un leone nella tua casa

e capriccioso con i tuoi servi.

31La tua mano non sia tesa per prendere

e poi chiusa nel restituire.

 

 

5            1Non confidare nelle tue ricchezze

e non dire: «Basto a me stesso».

2Non seguire il tuo istinto e la tua forza,

assecondando le passioni del tuo cuore.

3Non dire: «Chi mi dominerà?» ^,

perché il Signore senza dubbio farà giustizia.

4Non dire: «Ho peccato, e che cosa mi è successo?»,

perché il Signore è paziente.

5Non essere troppo sicuro del perdono

tanto da aggiungere peccato a peccato.

6Non dire: «La sua compassione è grande;

mi perdonerà i molti peccati»,

perché presso di lui c’è misericordia e ira,

e il suo sdegno si riverserà sui peccatori.

7Non aspettare a convertirti al Signore

e non rimandare di giorno in giorno,

perché improvvisa scoppierà l’ira del Signore

e al tempo del castigo sarai annientato.

8Non confidare in ricchezze ingiuste:

non ti gioveranno nel giorno della sventura.

 

9Non ventilare il grano a ogni vento

e non camminare su qualsiasi sentiero:

così fa il peccatore che è bugiardo.

10Sii costante nelle tue convinzioni^,

ée una sola sia la tua parola.ù

11Sii pronto nell’ascoltare

e lento nel dare una risposta.

12Se conosci una cosa, rispondi al tuo prossimo;

altrimenti metti la mano sulla tua bocca^.

13Nel parlare ci può essere gloria o disonore:

la lingua dell’uomo è la sua rovina.

 

14Non procurarti la fama di maldicente

e non tendere insidie con la lingua,

poiché la vergogna è per il ladro

e una condanna severa per l’uomo bugiardo^.

15Non sbagliare, né molto né poco,

6            1e da amico non diventare nemico.

La cattiva fama attira a sé vergogna e disprezzo:

così accade al peccatore che è bugiardo.

2Non ti abbandonare alla tua passione,

perché il tuo vigore non venga abbattuto come un toro;

3divorerà le tue foglie e tu perderai i tuoi frutti,

e ti ridurrà come un legno secco.

4Una passione malvagia rovina chi la possiede

e lo fa oggetto di scherno per i nemici^.

 

5Una bocca amabile moltiplica gli amici,

una lingua affabile le buone relazioni.

6Siano molti quelli che vivono in pace con te,

ma tuo consigliere uno su mille.

7Se vuoi farti un amico, mettilo alla prova

e non fidarti subito di lui.

8C’è infatti chi è amico quando gli fa comodo,

ma non resiste nel giorno della tua sventura.

9C’è anche l’amico che si cambia in nemico

e scoprirà i vostri litigi a tuo disonore.

10C’è l’amico compagno di tavola,

ma non resiste nel giorno della tua sventura.

11Nella tua fortuna sarà un altro te stesso

e parlerà liberamente con i tuoi servi.

12Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te

e si nasconderà dalla tua presenza.

13Tieniti lontano dai tuoi nemici

e guàrdati anche dai tuoi amici.

14Un amico fedele è rifugio sicuro:

chi lo trova, trova un tesoro.

15Per un amico fedele non c’è prezzo,

non c’è misura per il suo valore.

16Un amico fedele è medicina che dà vita:

lo troveranno quelli che temono il Signore.

17Chi teme il Signore sa scegliere gli amici:

come è lui, tali saranno i suoi amici.

 

18Figlio, sin dalla giovinezza ricerca l’istruzione

e fino alla vecchiaia troverai la sapienza.

19Accòstati ad essa come uno che ara e che semina,

e resta in attesa dei suoi buoni frutti;

faticherai un po’ per coltivarla,

ma presto mangerai dei suoi prodotti.

20Quanto è difficile per lo stolto la sapienza!

L’insensato non vi si applica;

21per lui peserà come una pietra di prova

e non tarderà a gettarla via.

22La sapienza infatti è come dice il suo nome

e non si manifesta a molti^.

 

23Ascolta, figlio, e accetta il mio pensiero,

e non rifiutare il mio consiglio.

24Introduci i tuoi piedi nei suoi ceppi,

il tuo collo nella sua catena.

25Piega la tua spalla e portala,

non infastidirti dei suoi legami.

26Avvicìnati ad essa con tutta l’anima

e con tutta la tua forza osserva le sue vie.

27Segui le sue orme, ricercala e ti si manifesterà,

e quando l’hai raggiunta, non lasciarla.

28Alla fine in essa troverai riposo

ed essa si cambierà per te in gioia.

29I suoi ceppi saranno per te una protezione potente

e le sue catene una veste di gloria.

30Un ornamento d’oro ha su di sé

e i suoi legami sono fili di porpora.

31Te ne rivestirai come di una splendida veste,

te ne cingerai come di una corona magnifica.

 

32Figlio, se lo vuoi, diventerai saggio,

se ci metti l’anima, sarai esperto in tutto.

33Se ti è caro ascoltare, imparerai,

se porgerai l’orecchio, sarai saggio.

34Frequenta le riunioni degli anziani,

e se qualcuno è saggio, unisciti a lui.

35Ascolta volentieri ogni discorso su Dio

e le massime sagge non ti sfuggano.

36Se vedi una persona saggia, va’ di buon mattino da lei,

il tuo piede logori i gradini della sua porta.

37Rifletti sui precetti del Signore,

medita sempre sui suoi comandamenti;

egli renderà saldo il tuo cuore,

e la sapienza che desideri ti sarà data.



4,7a NVg (4,7b) aggiunge: inchìnati davanti a un anziano

4,8a NVg (4,8b) aggiunge: e restituiscigli quanto gli devi

4,17a NVg(4,18b) aggiunge: e lo scruterà attentamente

4,18b NVg (4,21b) aggiunge: e lo arricchirà di scienza e di retta conoscenza

4,22a NVg (4,26b) aggiunge: e non tollerare la falsità a tuo danno

5,3a NVg (5,3b) aggiunge: oppure: «Chi riuscirà a sottomettermi per quello che ho fatto?»

5,10a NVg (5,12b) aggiunge: e nella coerenza delle tue convinzioni e nella tua conoscenza

5,10b NVg (5,12c) invece: e ti segua sempre una parola di pace e di giustizia.

5,12b NVg (5,14c) aggiunge: per non lasciarti sfuggire una parola scorretta e ne abbia a vergognarti

5,14d NVg (5,17c) aggiunge: e il maldicente si attira odio, inimicizia e ingiuria

6,4b NVg (6,4c) aggiunge: e gli fa condividere il destino degli iniqui

6,22b NVg (6,23c) aggiunge: ma in coloro che la riconoscono essa risiede stabilmente, fino alla contemplazione di Dio

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9/3/2009 12:04 PM
 
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7            1Non fare il male, perché il male non ti prenda.

2Stai lontano dall’iniquità ed essa si allontanerà da te.

3Figlio, non seminare nei solchi dell’ingiustizia

per non raccoglierne sette volte tanto.

4Non domandare al Signore il potere

né al re un posto di onore.

5Non farti giusto davanti al Signore^

né saggio davanti al re.

6Non cercare di divenire giudice

se ti manca la forza di estirpare l’ingiustizia,

perché temeresti di fronte al potente

e getteresti una macchia sulla tua retta condotta.

7Non fare soprusi contro l’assemblea della città

e non degradarti in mezzo al popolo.

8Non ti impigliare due volte nel peccato,

perché neppure di uno resterai impunito.

9Non dire: «Egli guarderà all’abbondanza dei miei doni,

e quando farò l’offerta al Dio altissimo, egli l’accetterà».

10Non essere incostante nella tua preghiera

e non trascurare di fare elemosina.

11Non deridere un uomo dall’animo amareggiato,

perché c’è chi umilia e innalza.

12Non seminare menzogne contro tuo fratello

e non fare qualcosa di simile all’amico.

13Non ricorrere mai alla menzogna:

è un’abitudine che non porta alcun bene.

14Non parlare troppo nell’assemblea degli anziani

e non ripetere le parole della tua preghiera.

15Non disprezzare il lavoro faticoso,

in particolare l’agricoltura che Dio ha istituito.

16Non unirti alla moltitudine dei peccatori,

ricòrdati che la collera divina non tarderà.

17Umìliati profondamente,

perché castigo dell’empio sono fuoco e vermi.

 

18Non cambiare un amico per interesse

né un vero fratello per l’oro di Ofir.

19Non disdegnare una sposa saggia e buona,^

poiché la sua amabilità vale più dell’oro.

20Non maltrattare un servo che lavora fedelmente

né l’operaio che si impegna totalmente.

21Ama il servo intelligente

e non rifiutargli la libertà^.

22Hai bestiame? Abbine cura;

se ti è utile, resti in tuo possesso.

23Hai figli? Educali

e fa’ loro piegare il collo fin dalla giovinezza.

24Hai figlie? Vigila sul loro corpo

e non mostrare loro un volto troppo indulgente.

25Fa’ sposare tua figlia e avrai compiuto un grande affare,

ma dàlla a un uomo assennato.

26Hai una moglie secondo il tuo cuore? Non ripudiarla,

ma se non le vuoi bene, non fidarti.

 

27Onora tuo padre con tutto il cuore

e non dimenticare le doglie di tua madre.

28Ricorda che essi ti hanno generato:

che cosa darai loro in cambio di quanto ti hanno dato?

29Con tutta l’anima temi il Signore

e abbi riverenza per i suoi sacerdoti.

30Ama con tutta la forza chi ti ha creato

e non trascurare i suoi ministri.

31Temi il Signore e onora il sacerdote,

dàgli la sua parte, come ti è stato comandato:

primizie, sacrifici di riparazione, offerta delle spalle,

vittima di santificazione e primizie delle cose sante.

32Anche al povero tendi la tua mano,

perché sia perfetta la tua benedizione.

33La tua generosità si estenda a ogni vivente,

ma anche al morto non negare la tua pietà.

34Non evitare coloro che piangono

e con gli afflitti móstrati afflitto.

35Non esitare a visitare un malato,

perché per questo sarai amato.

36In tutte le tue opere ricòrdati della tua fine

e non cadrai mai nel peccato.

 

 

8            1Non contendere con un uomo potente,

per non cadere nelle sue mani.

2Non litigare con un uomo ricco,

perché non ti soverchi con il suo peso:

l’oro infatti ha corrotto molti

e ha fatto deviare il cuore dei re.

3Non contendere con un uomo chiacchierone

e non aggiungere legna al suo fuoco.

4Non scherzare con l’uomo ignorante,

perché non siano insultati i tuoi antenati.

5Non rimproverare un uomo che si converte dal peccato^:

ricòrdati che tutti abbiamo delle colpe.

6Non disprezzare un uomo quando è vecchio,

perché anche tra noi alcuni invecchieranno.

7Non gioire per la morte di qualcuno:

ricòrdati che tutti moriremo.

8Non disdegnare i discorsi dei saggi,

medita piuttosto le loro massime,

perché da loro imparerai la dottrina

e potrai metterti a servizio dei grandi.

9Non trascurare i discorsi dei vecchi,

perché anch’essi hanno imparato dai loro padri;

da loro imparerai il discernimento

e come rispondere nel momento del bisogno.

10Non attizzare le braci del peccatore,

per non bruciare nel fuoco della sua fiamma.

11Non recedere dalla presenza del violento,

perché egli non tenda un agguato contro di te.

12Non fare prestiti a un uomo più forte di te

e se gli hai prestato qualcosa, considerala perduta.

13Non garantire oltre le tue possibilità

e se hai garantito, preòccupati di soddisfare.

14Non muovere causa a un giudice,

perché lo giudicheranno tenendo conto del suo prestigio.

15Con un temerario non metterti in viaggio,

perché non ti sia di peso;

egli camminerà infatti secondo il suo capriccio

e con lui andrai in rovina per la sua stoltezza.

16Non litigare con un uomo irascibile

e non passare con lui per un luogo solitario,

perché ai suoi occhi il sangue è come un nulla,

dove non c’è possibilità di aiuto ti assalirà.

17Non consigliarti con un uomo stolto,

perché non saprà mantenere il segreto.

18Davanti a uno straniero non fare nulla di nascosto,

perché non sai che cosa ne seguirà.

19A un uomo qualsiasi non aprire il tuo cuore,

perché potrebbe non esserti riconoscente.

 

 

9            1Non essere geloso della donna che riposa sul tuo seno,

per non darle a tuo danno un cattivo insegnamento.

2Non darti interamente a una donna,

sì che essa s’imponga sulla tua forza.

3Non dare appuntamento a una donna licenziosa,

perché tu non abbia a cadere nei suoi lacci.

4Non frequentare una cantante,

per non essere preso dalle sue seduzioni.

5Non fissare il tuo sguardo su una vergine,

per non essere coinvolto nella sua punizione.

6Non perderti dietro alle prostitute,

per non dissipare il tuo patrimonio.

7Non curiosare nelle vie della città,

non aggirarti nei suoi luoghi solitari.

8Distogli l’occhio da una donna avvenente,

non fissare una bellezza che non ti appartiene.

Per la bellezza di una donna molti si sono rovinati,

l’amore per lei brucia come un fuoco.

9Non sederti accanto a una donna sposata,

e con lei non frequentare banchetti bevendo vino,

perché il tuo cuore non corra dietro a lei

e per la passione tu non vada in rovina.

 

10Non abbandonare un vecchio amico,

perché quello nuovo non è uguale a lui.

Vino nuovo, amico nuovo:

quando sarà invecchiato, lo berrai con piacere.

11Non invidiare il successo di un peccatore,

perché non sai quale sarà la sua fine.

12Non compiacerti del benessere degli empi,

ricòrdati che non rimarranno impuniti fino alla morte.

13Stai lontano dall’uomo che ha il potere di uccidere

e non sperimenterai il timore della morte.

Se l’avvicini, stai attento a non sbagliare,

perché egli non ti tolga la vita;

ésappi che cammini in mezzo ai lacci

e ti muovi sui bastioni della città.ù

14Per quanto puoi, mantieni buoni rapporti con i vicini,

ma consìgliati solo con i saggi.

15Conversa con uomini assennati

e ogni tuo colloquio sia sulle leggi dell’Altissimo.

16Tuoi commensali siano gli uomini giusti,

il tuo vanto sia nel timore del Signore.

17Per la mano degli artigiani l’opera merita lode,

ma il capo del popolo è saggio per il parlare^.

18Un uomo chiacchierone è temuto nella sua città,

chi non sa controllare le parole è detestato.

 

 

10         1Un governatore saggio educa il suo popolo,

il governo dell’uomo di senno è ordinato.

2Quale il governatore del popolo, tali i suoi ministri;

quale il capo di una città, tali tutti i suoi abitanti.

3Un re che non ha istruzione rovina il suo popolo,

una città prospera per il senno dei capi.

4Il governo del mondo è nelle mani del Signore;

egli vi suscita l’uomo adatto al momento giusto.

5Il successo dell’uomo è nelle mani del Signore,

ma sulla persona dello scriba egli pone la sua gloria.

6Non irritarti con il tuo prossimo per un torto qualsiasi

e non fare nulla in preda all’ira.

7Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia,

l’uno e gli altri hanno in odio l’ingiustizia.

8Il regno passa da un popolo a un altro

a causa delle ingiustizie, delle violenze e delle ricchezze.

Niente è più empio dell’uomo che ama il denaro,

poiché egli si vende anche l’anima.

9Perché mai si insuperbisce chi è terra e cenere?

Anche da vivo le sue viscere sono ripugnanti.

10Una lunga malattia si prende gioco del medico;^

chi oggi è re, domani morirà.

11Quando l’uomo muore,

eredita rettili, belve e vermi.

 

12Principio della superbia è allontanarsi dal Signore;

il superbo distoglie il cuore dal suo creatore.

13Principio della superbia infatti è il peccato;

chi ne è posseduto diffonde cose orribili.

Perciò il Signore ha castigato duramente i superbi

e li ha abbattuti fino ad annientarli.

14Il Signore ha rovesciato i troni dei potenti,

al loro posto ha fatto sedere i miti.

15Il Signore ha estirpato le radici delle nazioni,

al loro posto ha piantato gli umili.

16Il Signore ha sconvolto le terre delle nazioni

e le ha distrutte fino alle fondamenta.

17Le ha cancellate dal consorzio umano e le ha annientate,

ha fatto scomparire dalla terra il loro ricordo.^

18Non è fatta per gli uomini la superbia

né l’impeto della collera per i nati da donna.

 

19éQuale stirpe è degna d’onore? La stirpe dell’uomo.ù

Quale stirpe è degna d’onore? Quelli che temono il Signore.

éQuale stirpe non è degna d’onore? La stirpe dell’uomo.ù

Quale stirpe non è degna d’onore? Quelli che trasgrediscono i comandamenti.

20Tra i fratelli viene onorato chi li comanda,

ma agli occhi del Signore quelli che lo temono.

é21Principio di gradimento è il timore del Signore,

principio di rifiuto l’ostinazione e la superbia.ù 

22Il ricco, il nobile, il povero:

loro vanto è il timore del Signore.

23Non è giusto disprezzare un povero che ha senno

e non conviene onorare un uomo peccatore.

24Il principe, il giudice e il potente sono onorati,

ma nessuno di loro è più grande di chi teme il Signore.

25Uomini liberi serviranno uno schiavo sapiente

e chi ha senno non protesterà.

 

26Non fare il saccente nel compiere il tuo lavoro

e non gloriarti nel momento del tuo bisogno.

27Meglio uno che lavora e abbonda di tutto

di chi va in giro a vantarsi e manca di cibo.

28Figlio, con modestia pensa al tuo onore

e fatti valere secondo il tuo merito.

29Chi giustificherà uno che fa male a se stesso

e chi onorerà colui che si disonora?

30Un povero viene onorato per la sua scienza

e un ricco viene onorato per la sua ricchezza.

31Chi è onorato nella povertà, quanto più lo sarà nella ricchezza!

E chi è disprezzato nella ricchezza, quanto più lo sarà nella povertà!

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11         1La sapienza dell’umile gli farà tenere alta la testa

e lo farà sedere tra i grandi.

2Non lodare un uomo per la sua bellezza

e non detestare un uomo per il suo aspetto.

3L’ape è piccola tra gli esseri alati,

ma il suo prodotto è il migliore fra le cose dolci.

4Non ti vantare per le vesti che indossi

e non insuperbirti nel giorno della gloria,

perché stupende sono le opere del Signore,

eppure esse sono nascoste agli uomini.

5Molti sovrani sedettero sulla polvere,

mentre uno sconosciuto cinse il loro diadema.

6Molti potenti furono grandemente disonorati

e uomini illustri furono consegnati al potere altrui.

 

7Non biasimare prima di avere indagato,

prima rifletti e poi condanna.

8Non rispondere prima di aver ascoltato,

e non interrompere il discorso di un altro.

9Per una cosa di cui non hai bisogno, non litigare,

e non immischiarti nella lite dei peccatori.

 

10Figlio, le tue attività non riguardino troppe cose:

se le moltiplichi, non sarai esente da colpa;

se insegui una cosa, non l’afferrerai,

e anche se fuggi, non ti metterai in salvo.

11C’è chi fatica, si affanna e si stanca,

eppure resta sempre più indietro.

12C’è chi è debole e ha bisogno di soccorso,

chi è privo di forza e ricco di miseria,

ma gli occhi del Signore lo guardano con benevolenza,

lo sollevano dalla sua povertà

13e gli fanno alzare la testa,

sì che molti ne restano stupiti.

14Bene e male, vita e morte,

povertà e ricchezza provengono dal Signore.

15Sapienza, scienza e conoscenza della legge vengono dal Signore;

l’amore e la pratica delle opere buone provengono da lui.

16Errore e tenebre sono creati per i peccatori;

quanti si vantano del male, il male li accompagna nella vecchiaia.

17Il dono del Signore è assicurato ai suoi fedeli

e la sua benevolenza li guida sempre sulla retta via.

18C’è chi diventa ricco perché sempre attento a risparmiare,

ed ecco la parte della sua ricompensa:

19mentre dice: «Ho trovato riposo,

ora mi ciberò dei miei beni»,

non sa quanto tempo ancora trascorrerà:

lascerà tutto ad altri e morirà.

 

20Persevera nel tuo impegno e dèdicati a esso,

invecchia compiendo il tuo lavoro.

21Non ammirare le opere del peccatore,

confida nel Signore e sii costante nella tua fatica,

perché è facile agli occhi del Signore

arricchire un povero all’improvviso.

22La benedizione del Signore è la ricompensa del giusto;

all’improvviso fiorirà la sua speranza.

23Non dire: «Di che cosa ho bisogno

e di quali beni disporrò d’ora innanzi?».

24Non dire: «Ho quanto mi occorre;

che cosa potrà ormai capitarmi di male?».

25Nel tempo della prosperità si dimentica la sventura

e nel tempo della sventura non si ricorda la prosperità.

26È facile per il Signore nel giorno della morte

rendere all’uomo secondo la sua condotta.

27L’infelicità di un’ora fa dimenticare il benessere;

alla morte di un uomo si rivelano le sue opere.

28Prima della fine non chiamare nessuno beato;

un uomo sarà conosciuto nei suoi figli.

 

29Non portare in casa tua qualsiasi persona,

perché sono molte le insidie dell’imbroglione.

é30Una pernice da richiamo in gabbia, tale il cuore del superbo;

come una spia egli attende la tua caduta.ù

31Cambiando il bene in male egli tende insidie,

troverà difetti anche nelle cose migliori.

32Da una scintilla il fuoco si espande nei carboni,^

così il peccatore sta in agguato per spargere sangue.

33Guàrdati dal malvagio, perché egli prepara il male:

che non disonori per sempre anche te!

34Ospita un estraneo, ti metterà sottosopra ogni cosa

e ti renderà estraneo ai tuoi.

 

 

12         1Se fai il bene, sappi a chi lo fai;

così avrai una ricompensa per i tuoi benefici.

2Fa’ il bene all’uomo pio e avrai la ricompensa,

se non da lui, certo dall’Altissimo.

3Nessun beneficio a chi si ostina nel male

e a chi rifiuta di fare l’elemosina^.

4Fa’ doni all’uomo pio e non dare aiuto al peccatore^.

5Fa’ il bene al povero e non donare all’empio,

rifiutagli il pane e non dargliene,

perché egli non ne usi per dominarti;

il male che ne avrai sarà doppio

per tutti i benefici che gli avrai fatto.

6Perché anche l’Altissimo detesta i peccatori

e agli empi darà quello che meritano,

li custodisce fino al giorno della vendetta.

é7Fa’ doni all’uomo buono e non dare aiuto al peccatore.ù

 

8Nella prosperità l’amico non si può riconoscere

e nell’avversità il nemico non resterà nascosto.

9Quando uno prospera, i suoi nemici sono nel dolore,

ma quando uno è nei guai, anche l’amico se ne va.

10Non fidarti mai del tuo nemico,

perché la sua malvagità s’arrugginisce come il rame.

11Anche se si abbassa e cammina curvo,

sta’ attento e guàrdati da lui;

compòrtati con lui come chi pulisce uno specchio

e ti accorgerai che la sua ruggine non resiste a lungo.

12Non metterlo al tuo fianco,

perché egli non ti scavalchi e prenda il tuo posto;

non farlo sedere alla tua destra,

perché non ambisca il tuo seggio,

e alla fine tu riconosca la verità delle mie parole

e senta rimorso per i miei detti.

13Chi avrà pietà di un incantatore morso da un serpente

e di quanti si avvicinano alle belve?

14Così càpita a chi frequenta un peccatore

e s’immischia nei suoi delitti^.

15Per un momento rimarrà con te,

ma se vacilli, non resisterà.

16Il nemico ha il dolce sulle labbra,

ma in cuore medita di gettarti in una fossa.

Il nemico avrà lacrime agli occhi,

ma se troverà l’occasione, non si sazierà del tuo sangue.

17Se ti càpita una disgrazia, lo troverai accanto a te,

e, fingendo di aiutarti, ti prenderà per il tallone.

18Scuoterà il capo e batterà le mani,

poi sparlerà di te voltandoti la faccia.

 

 

13         1Chi maneggia la pece si sporca,

chi frequenta il superbo diviene simile a lui.

2Non portare un peso troppo grave per te,

non associarti a uno più forte e più ricco di te.

Perché accostare una brocca alla pentola?

Se questa cozza, l’altra si spezza.

3Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte,

il povero subisce ingiustizia e per di più deve scusarsi.

4Se gli sei utile, si approfitta di te;

se hai bisogno, ti abbandonerà.

5Se possiedi, starà con te,

e ti impoverisce senza alcun rimorso.

6Se ha bisogno di te, ti imbroglierà,

ti sorriderà e ti farà sperare,

ti rivolgerà belle parole e chiederà: «Di che cosa hai bisogno?».

7Con i suoi banchetti ti farà vergognare,

finché non ti avrà spremuto due o tre volte tanto.

Alla fine ti deriderà,

poi vedendoti ti eviterà

e scuoterà il suo capo davanti a te.^

8Sta’ attento a non lasciarti imbrogliare

e a non farti umiliare per la tua stoltezza.^

 

9Quando un potente ti chiama, allontànati,

ed egli insisterà nel chiamarti.

10Non essere invadente per non essere respinto,

non stare appartato per non essere dimenticato.

11Non credere di trattare alla pari con lui

e non dare credito alle sue chiacchiere,

perché parla molto per metterti alla prova

e anche sorridendo indagherà su di te.

12Non ha pietà chi non mantiene la parola,

non ti risparmierà maltrattamenti e catene.

13Guàrdati e sta’ molto attento,

perché cammini sull’orlo del precipizio.

14Quando ascolti queste cose nel sonno, svégliati:

per tutta la tua vita ama il Signore

e invocalo per la tua salvezza.

 

15Ogni vivente ama il suo simile

e ogni uomo il suo vicino.

16Ogni essere si accoppia secondo la sua specie,

l’uomo si associa a chi gli è simile.

17Che cosa può esserci in comune tra il lupo e l’agnello?

Così tra il peccatore e il giusto.

18Quale pace può esservi fra la iena e il cane?

Quale intesa tra il ricco e il povero?

19Sono preda dei leoni gli asini selvatici nel deserto,

così pascolo dei ricchi sono i poveri.

20Per il superbo l’umiltà è obbrobrio,

così per il ricco è obbrobrio il povero.

21Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici,

ma l’umile che cade è respinto dagli amici.

22Il ricco che sbaglia ha molti difensori;

se dice sciocchezze, lo scusano.

Se sbaglia l’umile, lo si rimprovera;

anche se dice cose sagge, non ci si bada.

23Parla il ricco, tutti tacciono

e portano alle stelle il suo discorso.

Parla il povero e dicono: «Chi è costui?»;

se inciampa, l’aiutano a cadere.

24Buona è la ricchezza, se è senza peccato;

la povertà è cattiva sulla bocca dell’empio.

 

25Il cuore di un uomo cambia il suo volto

sia in bene sia in male.

26Segno di buon cuore è un volto sereno,

ma trovare dei proverbi è un lavoro faticoso.

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14         1Beato l’uomo che non ha peccato con la sua bocca

e non è tormentato dal rimorso dei peccati.

2Beato chi non ha nulla da rimproverarsi

e chi non ha perduto la sua speranza.

3A un uomo gretto non va bene la ricchezza,

a che cosa servono gli averi a un uomo avaro?

4Chi accumula a forza di privazioni, accumula per altri;

con i suoi beni faranno festa gli estranei.

5Chi è cattivo con se stesso con chi sarà buono?

Certo non godrà delle sue ricchezze.

6Nessuno è peggiore di chi danneggia se stesso,

e questa è la ricompensa della sua malizia:

7anche se fa il bene, lo fa per distrazione,

e alla fine sarà manifesta la sua malizia.

8È malvagio l’uomo dall’occhio invidioso,

volge lo sguardo altrove e disprezza la vita altrui.

9L’occhio dell’avaro non si accontenta della sua parte,

una malvagia ingiustizia gli inaridisce l’anima.

10Un occhio cattivo è invidioso anche del pane

ed è proprio questo che manca sulla sua tavola.

 

11Figlio, per quanto ti è possibile, tràttati bene

e presenta al Signore le offerte dovute.

12Ricòrdati che la morte non tarderà

e il decreto degli inferi non ti è stato rivelato^.

13Prima di morire fa’ del bene all’amico,

secondo le tue possibilità sii generoso con lui.

14Non privarti di un giorno felice,

non ti sfugga nulla di un legittimo desiderio.

15Non lascerai forse a un altro i frutti del tuo lavoro,

e le tue fatiche per essere divise fra gli eredi?

16Regala e accetta regali, e divèrtiti,^

perché negli inferi non si ricerca l’allegria.

17Ogni corpo invecchia come un abito,

éè una legge da sempre: «Devi morire!».ù

18Come foglie verdi su un albero frondoso,

alcune cadono e altre germogliano,

così sono le generazioni umane:

una muore e un’altra nasce.

19Ogni opera corruttibile scompare

e chi la compie se ne andrà con essa.^

 

20Beato l’uomo che si dedica alla sapienza

e riflette con la sua intelligenza^,

21che medita nel cuore le sue vie

e con la mente ne penetra i segreti.

22La insegue come un cacciatore,

si apposta sui suoi sentieri.

23Egli spia alle sue finestre

e sta ad ascoltare alla sua porta.

24Sosta vicino alla sua casa

e fissa il picchetto nelle sue pareti,

25alza la propria tenda presso di lei

e si ripara in un rifugio di benessere,

26mette i propri figli sotto la sua protezione

e sotto i suoi rami soggiorna;

27da lei è protetto contro il caldo,

e nella sua gloria egli abita.

 

 

15            1Chi teme il Signore farà tutto questo,

chi è saldo nella legge otterrà la sapienza.

2Ella gli andrà incontro come una madre,

lo accoglierà come una vergine sposa;

3lo nutrirà con il pane dell’intelligenza

e lo disseterà con l’acqua della sapienza.

4Egli si appoggerà a lei e non vacillerà,

a lei si affiderà e non resterà confuso.

5Ella lo innalzerà sopra i suoi compagni

e gli farà aprire bocca in mezzo all’assemblea^.

6Troverà gioia e una corona di esultanza

e un nome eterno egli erediterà.

7Gli stolti non raggiungeranno mai la sapienza^

e i peccatori non la contempleranno mai.

8Ella sta lontana dagli arroganti,

e i bugiardi non si ricorderanno di lei^.

9La lode non si addice in bocca al peccatore,

perché non gli è stata concessa dal Signore.

10La lode infatti va celebrata con sapienza^

ed è il Signore che la dirige.

 

11Non dire: «A causa del Signore sono venuto meno»,

perché egli non fa quello che detesta.

12Non dire: «Egli mi ha tratto in errore»,

perché non ha bisogno di un peccatore.

13Il Signore odia ogni abominio:

esso non è amato da quelli che lo temono.

14Da principio Dio creò l’uomo

e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.

é15Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti;

l’essere fedele dipende dalla tua buona volontà.ù 

16Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:

là dove vuoi tendi la tua mano.

17Davanti agli uomini stanno la vita e la morte^:

a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.

18Grande infatti è la sapienza del Signore;

forte e potente, egli vede ogni cosa.

19I suoi occhi sono su coloro che lo temono,

egli conosce ogni opera degli uomini.

20A nessuno ha comandato di essere empio

e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

 

 

16         1Non desiderare molti figli buoni a nulla,

non rallegrarti dei figli che sono empi.

2Siano pur molti, non gioire

se sono privi del timore del Signore.

3Non contare sulla loro giovane età

e non confidare nel loro numero,

éperché tu gemerai per un dolore prematuro

e d’improvviso conoscerai la loro fine;ù

poiché è preferibile uno a mille

e morire senza figli che averne di empi.

4La città sarà ripopolata per opera di un solo saggio,

mentre la stirpe degli iniqui verrà distrutta.

 

5Il mio occhio ha visto molte cose simili,

il mio orecchio ne ha sentite anche di più gravi.

6Nell’assemblea dei peccatori un fuoco si accende,

contro un popolo ribelle è divampata l’ira.

7Egli non perdonò agli antichi giganti,

che si erano ribellati per la loro forza.

8Non risparmiò i concittadini di Lot,

che egli aveva in orrore per la loro superbia.

9Non ebbe pietà di un popolo maledetto,

che fu scacciato per i suoi peccati.

éTutto questo egli fece a nazioni dal cuore duro

e per il numero dei suoi santi non fu consolato.ù

10Così trattò i seicentomila fanti

che avevano congiurato per la durezza del loro cuore.

éFlagellando, avendo pietà, percuotendo, guarendo,

il Signore ha custodito nella pietà e nell’istruzione.ù

 

11Ci fosse anche un solo uomo di dura cervice,

sarebbe inaudito se restasse impunito,

poiché in lui c’è misericordia e ira,

potente quando perdona e quando riversa la sua ira.

12Tanto grande è la sua misericordia, quanto grande il suo rimprovero;

egli giudicherà l’uomo secondo le sue opere.

13Non sfuggirà il peccatore con la sua preda,

né la pazienza del giusto sarà delusa.

14Egli riconoscerà ogni atto di misericordia,

ciascuno riceverà secondo le sue opere^.

15Il Signore ha indurito il faraone perché non lo riconoscesse,

perché fossero note le sue opere sotto il cielo.

16A tutta la creazione la sua misericordia è manifesta,

ha dispensato la luce e le tenebre agli uomini.

17Non dire: «Mi nasconderò al Signore!

Lassù chi si ricorderà di me?

Fra tanta gente non sarò riconosciuto,

chi sarò io in mezzo a una creazione immensa?».

18Ecco il cielo e il cielo dei cieli,

l’abisso e la terra sussultano quando egli appare.

éTutto l’universo è stato creato ed esiste per la sua volontà.ù

19Anche i monti e le fondamenta della terra

tremano di spavento quando egli li scruta.

20Ma nessuno riflette su queste cose^;

al suo modo di agire chi presta attenzione?

21Come un uragano che l’uomo non vede,

così molte sue opere sono nascoste.

22«Chi annuncerà le sue opere di giustizia?

O chi aspetterà? L’alleanza infatti è ancora lontana,

e il rendiconto di tutto sarà solo alla fine».

23Queste cose pensa chi ha il cuore meschino;

lo stolto, che si lascia ingannare, pensa sciocchezze.

 

24Ascoltami, figlio, e impara la scienza^,

e nel tuo cuore tieni conto delle mie parole.

25éManifesterò con ponderazione la dottrina,

con cura annuncerò la scienza.ù

 

26Quando il Signore da principio creò le sue opere,

dopo averle fatte ne distinse le parti.

27Ordinò per sempre le sue opere

e il loro dominio per le generazioni future.

Non soffrono né fame né stanchezza

e non interrompono il loro lavoro.

28Nessuna di loro urta la sua vicina,

mai disubbidiranno alla sua parola.

29Dopo ciò il Signore guardò alla terra

e la riempì dei suoi beni.

30Ne coprì la superficie con ogni specie di viventi

e questi ad essa faranno ritorno.

 

 

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17         1Il Signore creò l’uomo dalla terra

e ad essa di nuovo lo fece tornare.

2Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito,

dando loro potere su quanto essa contiene.

3Li rivestì di una forza pari alla sua

e a sua immagine li formò.

4In ogni vivente infuse il timore dell’uomo,

perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli.

é5Ricevettero l’uso delle cinque opere del Signore,

come sesta fu concessa loro in dono la ragione

e come settima la parola, interprete delle sue opere.ù

6Discernimento, lingua, occhi,

orecchi e cuore diede loro per pensare.

7Li riempì di scienza e d’intelligenza

e mostrò loro sia il bene che il male.

8Pose il timore di sé nei loro cuori,

per mostrare loro la grandezza delle sue opere,

e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie.

10Loderanno il suo santo nome

9per narrare la grandezza delle sue opere.

11Pose davanti a loro la scienza

e diede loro in eredità la legge della vita,

éaffinché riconoscessero che sono mortali coloro che ora esistono.ù

12Stabilì con loro un’alleanza eterna

e fece loro conoscere i suoi decreti.

13I loro occhi videro la grandezza della sua gloria,

i loro orecchi sentirono la sua voce maestosa.

14Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!»

e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo.

 

15Le loro vie sono sempre davanti a lui,

non restano nascoste ai suoi occhi.

é16Fin dalla giovinezza le loro vie vanno verso il male,

e non sanno cambiare i loro cuori di pietra in cuori di carne.

17Nel dividere i popoli di tutta la terraù

su ogni popolo mise un capo,

ma porzione del Signore è Israele,

é18che, come primogenito, egli nutre istruendolo

e, dispensandogli la luce del suo amore, mai abbandona.ù

19Tutte le loro opere sono davanti a lui come il sole,

e i suoi occhi scrutano sempre la loro condotta.

20A lui non sono nascoste le loro ingiustizie,

tutti i loro peccati sono davanti al Signore.

é21Ma il Signore è buono e conosce le sue creature,

non le distrugge né le abbandona, ma le risparmia.ù

22La beneficenza di un uomo è per lui come un sigillo

e il bene fatto lo custodisce come la pupilla,

éconcedendo conversione ai suoi figli e alle sue figlie.ù

23Alla fine si leverà e renderà loro la ricompensa,

riverserà sul loro capo il contraccambio.

24Ma a chi si pente egli offre il ritorno,

conforta quelli che hanno perduto la speranza^.

 

25Ritorna al Signore e abbandona il peccato,

prega davanti a lui e riduci gli ostacoli.

26Volgiti all’Altissimo e allontanati dall’ingiustizia;

éegli infatti ti condurrà dalle tenebre alla luce della salvezza.ù

Devi odiare fortemente ciò che lui detesta.^

27Negl’inferi infatti chi loderà l’Altissimo,

al posto dei viventi e di quanti gli rendono lode?^

28Da un morto, che non è più, non ci può essere lode,

chi è vivo e sano loda il Signore.^

29Quanto è grande la misericordia del Signore,

il suo perdono per quanti si convertono a lui!

30Non vi può essere tutto negli uomini,

poiché un figlio dell’uomo non è immortale.

31Che cosa c’è di più luminoso del sole? Anch’esso scompare.

Così l’uomo, che è carne e sangue, volge la mente al male.

32Egli passa in rassegna l’esercito nel più alto dei cieli,

ma gli uomini sono tutti terra e cenere.

 

 

18         1Colui che vive in eterno ha creato l’intero universo.

2Il Signore soltanto è riconosciuto giusto

ée non c’è altri al di fuori di lui.

3Egli regge il mondo con il palmo della mano

e tutto obbedisce alla sua volontà;

con il suo potere egli è il re di tutte le cose

e in esse distingue il sacro dal profanoù.

4A nessuno è possibile svelare le sue opere

e chi può esplorare le sue grandezze?

5La potenza della sua maestà chi potrà misurarla?

Chi riuscirà a narrare le sue misericordie?

6Non c’è nulla da togliere e nulla da aggiungere,

non è possibile scoprire le meraviglie del Signore.

7Quando l’uomo ha finito, allora comincia,

quando si ferma, allora rimane perplesso.

 

8Che cos’è l’uomo? A che cosa può servire?

Qual è il suo bene e qual è il suo male?

9Quanto al numero dei giorni dell’uomo, cento anni sono già molti,

éma il sonno eterno di ognuno è imprevedibile a tutti.ù

10Come una goccia d’acqua nel mare e un granello di sabbia,

così questi pochi anni in un giorno dell’eternità.

11Per questo il Signore è paziente verso di loro

ed effonde su di loro la sua misericordia.

é12Vede e sa che la loro sorte è penosa,

perciò abbonda nel perdono.ù

13La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo,

la misericordia del Signore ogni essere vivente.

Egli rimprovera, corregge, ammaestra

e guida come un pastore il suo gregge.

14Ha pietà di chi si lascia istruire

e di quanti sono zelanti per le sue decisioni.

 

15Figlio, nel fare il bene non aggiungere rimproveri

e a ogni dono parole amare.

16La rugiada non mitiga forse il calore?

Così una parola è migliore del dono.

17Ecco, una parola non vale più di un dono ricco?

Ambedue si trovano nell’uomo caritatevole.

18Lo stolto rimprovera senza riguardo,

il dono dell’invidioso fa lacrimare gli occhi.

 

19^Prima di parlare, infórmati,

cùrati ancor prima di ammalarti.

20Prima del giudizio esamina te stesso,

così al momento del verdetto troverai perdono.

21Umìliati, prima di cadere malato,

e quando hai peccato, mostra pentimento.

22Nulla ti impedisca di soddisfare un voto al tempo giusto,

non aspettare fino alla morte per sdebitarti^.

23Prima di fare un voto prepara te stesso,

non fare come un uomo che tenta il Signore.

24Ricòrdati della collera nei giorni della fine,

del tempo della vendetta, quando egli distoglierà lo sguardo da te.

25Ricòrdati della carestia nel tempo dell’abbondanza,

della povertà e dell’indigenza nei giorni della ricchezza.

26Dal mattino alla sera il tempo cambia,

tutto è effimero davanti al Signore.

 

27Un uomo saggio è circospetto in ogni cosa,

nei giorni del peccato si astiene dalla colpa.

28Ogni uomo assennato conosce la sapienza

e rende omaggio a colui che la trova.

29Quelli istruiti nel parlare, anch’essi diventano saggi^,

effondono come pioggia massime adeguate.

éVale più la fiducia in un unico Signore

che aderire a un morto con un cuore morto.ù

 

30Non seguire le passioni,

poni un freno ai tuoi desideri.

31Se ti concedi lo sfogo della passione,

essa ti renderà oggetto di scherno per i tuoi nemici.

32Non rallegrarti per i molti piaceri,

per non impoverirti con i loro costi.

33Non ridurti in miseria per i debiti dei banchetti,

quando non hai nulla nella borsa,

perché sarà un’insidia alla tua propria vita.

 

 

19         1Un operaio ubriacone non arricchirà,

chi disprezza le piccole cose cadrà a poco a poco.

2Vino e donne fanno deviare anche i saggi,

ancora più temerario è chi frequenta prostitute.

3Putredine e vermi saranno la sua sorte,

échi è temerario sarà eliminato.ù

 

4Chi si fida troppo presto, è di animo leggero,

chi pecca, danneggia se stesso.

5Chi si compiace del male, sarà condannato;

échi resiste ai piaceri, corona la propria vita.

6Chi domina la lingua, vivrà senza litiù;

chi odia la loquacità, riduce i guai.

7Non ripetere mai la parola udita

e non ne avrai alcun danno.

8Non parlare né riguardo all’amico né riguardo al nemico,

e se puoi farlo senza colpa, non svelare nulla,

9poiché chi ti ascolta si guarderà da te

e all’occasione ti detesterà.

10Hai udito una parola? Muoia con te!

Sta’ sicuro, non ti farà scoppiare.

11Per una parola va in doglie lo stolto,

come la partoriente per un bambino.

12Una freccia conficcata nella coscia:

tale una parola in seno allo stolto.



17,5 NVg omette.

17,11c NVg omette.

17,16-17a NVg omette.

17,18 NVg omette.

17,21 NVg omette.

17,22c NVg omette.

17,24b NVg(17,20c) aggiunge: e li rende partecipi della sorte dei giusti

17,26b NVg omette.

17,26c NVg (17,24) aggiunge: E riconosci i giusti giudizi di Dio, / e persisti nella sorte che ti è assegnata e nella preghiera al Dio altissimo.

17,27b NVg (17,26ab) aggiunge: Non perseverare nell’errore degli uomini iniqui; / prima di morire manifesta la tua lode.

17,28b NVg (17,27b) aggiunge: E loderai Dio e ti glorierai della sua misericordia.

18,2b-3 NVg (18,1b) invece: e resta re vittorioso in eterno

18,9b NVg omette.

18,12 NVg (18,10-11) invece: Vede che l’attesa del loro cuore è cattiva / e sa che la loro rovina è perversa. / Perciò li ha redenti e indica loro la via della giustizia.

18,19a NVg (18,19) premette: Prima di affrontare un processo procurati un difensore.

18,22b NVg (18,22c) aggiunge: poiché la ricompensa del Signore dura per sempre

18,29a NVg (18,29b) aggiunge: e capiscono che cos’è la verità e la giustizia

18,29cd NVg omette.

19,3b NVg (19,3) invece: Chi è temerario perderà se stesso, / sarà eliminato / e sarà citato come grande esempio.

19,5b-6a NVg (19,5b) invece: chi detesta l’ammonizione, avrà una vita breve

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13Chiedi conto all’amico: forse non ha fatto nulla,

e se ha fatto qualcosa, perché non continui più.

14Chiedi conto al prossimo: forse non ha detto nulla,

e se ha detto qualcosa, perché non lo ripeta.

15Chiedi conto all’amico, perché spesso si tratta di calunnia;

non credere a ogni parola.

16C’è chi scivola, ma non di proposito;

e chi non ha peccato con la sua lingua?

17Chiedi conto al tuo prossimo, prima di minacciarlo;

da’ corso alla legge dell’Altissimo.

é18Il timore del Signore è il principio dell’accoglienza,

la sapienza procura l’amore presso di lui.

19La conoscenza dei comandamenti del Signore è educazione alla vita,

chi fa ciò che gli è gradito raccoglie i frutti dell’albero dell’immortalità.ù

 

20Ogni sapienza è timore del Signore

e in ogni sapienza c’è la pratica della legge

ée la conoscenza della sua onnipotenza.

21Il servo che dice al padrone: «Non farò ciò che ti piace»,

anche se dopo lo fa, irrita colui che gli dà da mangiareù.

22Non c’è sapienza nella conoscenza del male,

non è mai prudenza il consiglio dei peccatori.

23C’è un’astuzia che è abominevole,

c’è uno stolto cui manca la saggezza.

24Meglio uno di scarsa intelligenza ma timorato,

che uno molto intelligente ma trasgressore della legge.

25C’è un’astuzia fatta di cavilli, ma ingiusta,

c’è chi intriga per prevalere in tribunale,

éma il saggio è giusto quando giudica.ù

26C’è il malvagio curvo nella sua tristezza,

ma il suo intimo è pieno d’inganno;

27^abbassa il volto e finge di essere sordo,

ma, quando non è osservato, avrà il sopravvento su di te.

28E se per mancanza di forza gli è impedito di peccare,

all’occasione propizia farà del male.

29Dall’aspetto si conosce l’uomo

e chi è assennato da come si presenta.

30Il vestito di un uomo, la bocca sorridente

e la sua andatura rivelano quello che è.

 

 

20         1C’è un rimprovero che è fuori tempo^,

c’è chi tace ed è prudente.

2Quanto è meglio rimproverare che covare l’ira!

3Chi si confessa colpevole evita l’umiliazione.

4Come un eunuco che vuol deflorare una ragazza,

così chi vuole fare giustizia con la violenza.^

5C’è chi tace ed è ritenuto saggio,

e chi è riprovato per la troppa loquacità.

6C’è chi tace, perché non sa che cosa rispondere,

e c’è chi tace, perché conosce il momento opportuno.

7L’uomo saggio sta zitto fino al momento opportuno,

il millantatore e lo stolto non ne tengono conto.

8Chi esagera nel parlare si renderà riprovevole,

chi vuole imporsi a tutti i costi sarà detestato.

éCom’è bello quando chi è biasimato mostra pentimento,

perché così tu sfuggirai a un peccato volontario.ù

 

9Nelle disgrazie qualcuno può trovare un vantaggio,

ma c’è un profitto che si può cambiare in perdita.

10C’è una generosità che non ti arreca vantaggi

e c’è una generosità che rende il doppio.

11C’è un’umiliazione che viene dalla gloria

e c’è chi dall’abbattimento alza la testa.

12C’è chi compra molte cose con poco

e chi le paga sette volte il loro valore.

13Il saggio si rende amabile con le sue parole,

ma le cortesie degli stolti sono sciupate.

14Il dono di uno stolto non ti giova,

ée ugualmente quello dell’invidioso, perché è frutto di costrizione;ù

i suoi occhi, infatti, sono molti invece di uno.

15Egli dà poco, ma rinfaccia molto;

apre la sua bocca come un banditore.

Oggi fa un prestito e domani lo richiede;

quanto è odioso un uomo del genere!

16Lo stolto dice: «Non ho un amico,

non c’è gratitudine al bene che faccio».

Quelli che mangiano il suo pane sono lingue cattive.

17Quanti si burleranno di lui, e quante volte!

Poiché non accoglie l’avere con spirito retto,

e il non avere gli è ugualmente indifferente.

 

18Meglio inciampare sul pavimento che con la lingua;

è così che la caduta dei cattivi giunge rapida.

19Un discorso inopportuno è come un racconto inopportuno:

è sempre sulla bocca dei maleducati.

20Non si accetta un proverbio dalla bocca dello stolto,

perché non lo dice mai a proposito.

 

21C’è chi è trattenuto dal peccare a causa della miseria

e quando riposa non avrà rimorsi.

22C’è chi si rovina per rispetto umano

e di fronte a uno stolto si dà perduto^.

23C’è chi per rispetto umano fa promesse a un amico,

e in tal modo gratuitamente se lo rende nemico.

 

24Brutta macchia nell’uomo la menzogna,

è sempre sulla bocca dei maldicenti.

25Meglio un ladro che un mentitore abituale,

tutti e due avranno in sorte la rovina.

26L’abitudine del bugiardo è un disonore,

la vergogna che si merita è sempre con lui.

 

27Chi è saggio nel parlare si apre una strada

e l’uomo prudente piace ai grandi.

28Chi lavora la terra accresce il suo raccolto^,

chi piace ai grandi si fa perdonare i suoi torti.

29Regali e doni accecano gli occhi dei saggi,

come bavaglio sulla bocca soffocano i rimproveri.

30Sapienza nascosta e tesoro invisibile:

a che servono l’una e l’altro?

31Meglio l’uomo che nasconde la sua stoltezza

di quello che nasconde la sua sapienza.

é32È meglio perseverare nella ricerca del Signore

che essere un libero auriga della propria vita.ù

 

 

21         1Figlio, hai peccato? Non farlo più

e chiedi perdono per le tue colpe passate.

2Come davanti a un serpente, fuggi il peccato:

se ti avvicini, ti morderà.

Denti di leone sono i suoi denti,

capaci di distruggere vite umane.

3Ogni trasgressione è spada a doppio taglio,

non c’è guarigione alle sue ferite.

4Spavento e violenza disperdono la ricchezza,

écosì la casa del superbo sarà devastata.ù

5La preghiera del povero sale agli orecchi di Dio

e il giudizio di lui sarà a suo favore.

6Chi odia il rimprovero segue le orme del peccatore,

ma chi teme il Signore si converte nel cuore.

7Da lontano si conosce chi è abile nel parlare,

ma l’assennato avverte quando inciampa.

8Chi costruisce la sua casa con ricchezze altrui

è come chi ammucchia pietre per il sepolcro.

9Ammasso di stoppa è una riunione di iniqui,

la loro fine è una fiammata di fuoco.

10La via dei peccatori è ben lastricata,

ma al suo termine c’è il baratro infernale.

 

11Chi osserva la legge domina il suo istinto,

il timore del Signore conduce alla sapienza.

12Chi non è perspicace non può essere istruito,

ma c’è anche una perspicacia éche riempie di amarezza.ù

13La scienza del saggio cresce come un diluvio

e il suo consiglio è come sorgente di vita.

14L’intimo dello stolto è come un vaso frantumato,

non può contenere alcuna scienza.

15Se un assennato ascolta un discorso intelligente,

lo approva e vi aggiunge dell’altro;

se l’ascolta un dissoluto, se ne dispiace

e lo getta via, dietro le spalle.

16Le spiegazioni dello sciocco sono come un fardello nel cammino,

ma il parlare del saggio reca diletto.

17La parola del prudente è ricercata nell’assemblea,

sui suoi discorsi si riflette seriamente.

 

18Per lo stolto la sapienza è come casa in rovina,

e la scienza dell’insensato è un insieme di parole astruse.

19Ceppi ai piedi è l’istruzione per l’insensato

e come catene alla sua destra.

20Lo stolto alza la sua voce quando ride,

ma l’uomo saggio sorride appena sommessamente.

21Come ornamento d’oro è l’istruzione per chi ha senno,

è come un monile al braccio destro.

22Il piede dello stolto entra subito in una casa,

ma l’uomo prudente è rispettoso verso gli altri.

23Lo stolto spia dalla porta dentro una casa,

l’uomo educato invece se ne sta fuori.

24È cattiva educazione origliare alla porta,

l’uomo prudente ne resterebbe confuso.

25Le labbra degli stolti raccontano sciocchezze,

ma le parole dei prudenti sono pesate sulla bilancia.

26Il cuore degli stolti sta sulla loro bocca,

mentre bocca dei saggi è il loro cuore.

27Quando un empio maledice l’avversario,

maledice se stesso.

28Chi mormora diffama se stesso

ed è detestato dal suo vicinato^.

 



19,18-19 NVg omette.

19,20c-21 NVg omette.

19,25c NVg omette.

19,27 NVg (19,24) premette: E c’è chi si piega troppo per eccessiva umiltà

20,1a NVg (19,28b) aggiunge: e c’è un giudizio che non si può ritenere buono

20,4 NVg anticipa qui 20,8cd.

20,8cd In NVg è collocato dopo 20,4.

20,14b NVg omette.

20,22b NVg (20,24c) aggiunge: egli va in rovina perché non è stato imparziale

20,28a NVg (20,30b) aggiunge: e chi pratica la giustizia sarà onorato

20,32 NVg omette.

21,4b NVg (21,5bc) invece: e la casa troppo ricca sarà svuotata dalla superbia; / così pure gli averi del superbo svaniranno.

21,12b NVg (21,15) invece: che abbonda nel male / e dove c’è amarezza non vi può essere serenità d’animo.

21,28b NVg (21,31bc) aggiunge: e chi resta con lui si rende odioso; / chi è silenzioso e assennato sarà onorato

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9/3/2009 12:16 PM
 
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22         1Il pigro è simile a una pietra insudiciata,

tutti fischiano in suo disprezzo.

2Il pigro è simile a una palla di sterco,

chi la raccoglie scuote la mano.

3Un figlio maleducato è la vergogna di un padre,

se è una figlia il danno è più grave.

4Una figlia sensata troverà marito,

la svergognata è un dolore per chi l’ha generata.

5La figlia sfacciata disonora il padre e il marito,

dall’uno e dall’altro sarà disprezzata.

6Un discorso inopportuno è come musica in caso di lutto,

ma frusta e correzione sono saggezza in ogni tempo.

é7I figli che hanno di che vivere con una vita onesta

fanno dimenticare l’umile origine dei loro genitori.

8I figli che millantano superbia e cattiva educazione

disonorano la nobiltà delle loro famiglie.ù

 

9Chi ammaestra uno stolto è come uno che incolla cocci,

éche sveglia un dormiglione da un sonno profondo.ù

10Parlare a uno stolto è parlare a chi ha sonno;

alla fine dirà: «Cosa c’è?».

11Piangi per un morto perché ha perduto la luce,

piangi per uno stolto perché ha perduto il senno.

Piangi meno per un morto perché ora riposa,

ma la vita dello stolto è peggiore della morte.

12Il lutto per un morto dura sette giorni,

per uno stolto ed empio tutti i giorni della sua vita.

13Con uno stolto non prolungare il discorso,

e non frequentare l’insensato:

énella sua insipienza ti disprezzerà in ogni modo.ù

Guàrdati da lui, per non avere noie

e per non contaminarti al suo contatto.

Evitalo e troverai pace,

non sarai disgustato dalla sua insipienza.

14Che c’è di più pesante del piombo?

E qual è il suo nome, se non quello di stolto?

15Sabbia, sale e massa di ferro

si portano meglio che un insensato.

 

16Una travatura di legno ben connessa in una casa

non viene scompaginata per un terremoto,

così un cuore consolidato da matura riflessione

non si scoraggia nel momento critico.

17Un cuore sorretto da sagge riflessioni

è come un bel fregio su parete levigata.

18Ciottoli posti su un’altura

di fronte al vento non resistono,

così un cuore meschino, basato su stolti pensieri,

non regge di fronte a un qualsiasi timore.

 

19Chi punge un occhio lo fa lacrimare,

chi punge un cuore ne scopre il sentimento.

20Chi scaglia un sasso contro gli uccelli li mette in fuga,

chi offende un amico rompe l’amicizia.

21Se hai sguainato la spada contro un amico,

non disperare: può esserci un ritorno.

22Se hai aperto la bocca contro un amico,

non temere: può esserci riconciliazione,

tranne il caso d’insulto, di arroganza,

di segreti svelati e di un colpo a tradimento;

in questi casi ogni amico scompare.

23Conquìstati la fiducia del prossimo nella sua povertà,

per godere con lui nella sua prosperità.

Nel tempo della tribolazione restagli vicino,

per avere parte alla sua eredità.

éL’apparenza infatti non è sempre da disprezzare

né deve meravigliare che un ricco non abbia senno.ù

24Prima del fuoco c’è vapore e fumo di fornace,

così prima del sangue ci sono le ingiurie.

25Non mi vergognerò di proteggere un amico,

non mi nasconderò davanti a lui.

26Se mi succederà il male a causa sua,

chiunque lo venga a sapere si guarderà da lui.

 

27Chi porrà una guardia alla mia bocca,

e alle mie labbra un sigillo guardingo,

perché io non cada per colpa loro

e la mia lingua non sia la mia rovina?

 

 

23         1Signore, padre e padrone della mia vita,

non abbandonarmi al loro volere,

non lasciarmi cadere a causa loro.

2Chi fustigherà i miei pensieri

e chi insegnerà la sapienza al mio cuore,

perché non siano risparmiati i miei errori

e i loro peccati non restino impuniti,

3perché non si moltiplichino i miei errori

e non aumentino di numero i miei peccati,

e io non cada davanti ai miei avversari

e il nemico non gioisca su di me?

éPer loro è lontana la speranza della tua misericordia.ù

4Signore, padre e Dio della mia vita,^

non darmi l’arroganza degli occhi

5e allontana da me ogni smodato desiderio.

6Sensualità e libidine non s’impadroniscano di me,

a desideri vergognosi non mi abbandonare.

 

7Ascoltate, figli, come disciplinare la bocca,

chi ne tiene conto non sarà colto in flagrante^.

8Il peccatore è vittima delle proprie labbra,

il maldicente e il superbo vi trovano inciampo.

9Non abituare la bocca al giuramento^,

non abituarti a proferire il nome del Santo^.

10Infatti, come un servo interrogato accuratamente

non mancherà di prendere lividure,

così chi giura e pronuncia il Nome di continuo

di certo non sarà esente da peccato.

11Un uomo dai molti giuramenti accumula iniquità;

il flagello non si allontana dalla sua casa.

Se sbaglia, il suo peccato è su di lui;

se non ne tiene conto, pecca due volte.

Se giura il falso, non sarà giustificato,

e la sua casa si riempirà di sventure.

 

12C’è un modo di parlare paragonabile alla morte:

che non si trovi nella discendenza di Giacobbe!

Da tutto questo infatti staranno lontano i pii,

così non si rotoleranno nei peccati.

13Non abituare la tua bocca a grossolane volgarità,

in esse infatti c’è motivo di peccato.

14Ricorda tuo padre e tua madre

quando siedi tra i grandi,

perché non lo dimentichi davanti a loro

e per abitudine non dica sciocchezze,

e non giunga a desiderare di non essere nato

e maledica il giorno della tua nascita.

15Un uomo abituato a discorsi ingiuriosi

non si correggerà in tutta la sua vita.

 

16Due tipi di persone moltiplicano i peccati,

e un terzo provoca l’ira:

una passione ardente come fuoco acceso

non si spegnerà finché non sia consumata;

un uomo impudico nel suo corpo

non desisterà finché il fuoco non lo divori;

17per l’uomo impudico ogni pane è appetitoso,

non si stancherà finché non muoia.

18L’uomo infedele al proprio letto

dice fra sé: «Chi mi vede?

C’è buio intorno a me e le mura mi nascondono;

nessuno mi vede, perché temere?

Dei miei peccati non si ricorderà l’Altissimo»^.

19Egli teme solo gli occhi degli uomini,

non sa che gli occhi del Signore

sono mille volte più luminosi del sole;

essi vedono tutte le vie degli uomini

e penetrano fin nei luoghi più segreti.

20Tutte le cose, prima che fossero create, gli erano note,

allo stesso modo anche dopo la creazione.

21Quest’uomo sarà condannato nelle piazze della città^,

sarà sorpreso dove meno se l’aspetta^.

 

22Così anche la donna che tradisce suo marito

e gli porta un erede avuto da un altro.

23Prima di tutto ha disobbedito alla legge dell’Altissimo,

in secondo luogo ha commesso un torto verso il marito,

in terzo luogo si è macchiata di adulterio

e ha portato in casa figli di un estraneo.

24Costei sarà trascinata davanti all’assemblea

e si procederà a un’inchiesta sui suoi figli.

25I suoi figli non metteranno radici,

i suoi rami non porteranno frutto.

26Lascerà il suo ricordo come una maledizione,

la sua infamia non sarà cancellata.

27I superstiti sapranno

che nulla è meglio del timore del Signore,

nulla è più dolce dell’osservare i suoi comandamenti.

28Grande gloria è seguire Dio,

essere a lui graditi è lunga vita.

 

 

24         1La sapienza fa il proprio elogio^,

in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.

2Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,

dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria^:

3«Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo^

e come nube ho ricoperto la terra.

4Io ho posto la mia dimora lassù,

il mio trono era su una colonna di nubi.

5Ho percorso da sola il giro del cielo,

ho passeggiato nelle profondità degli abissi.



22,7-8 NVg omette.

22,9b NVg (22,8) invece: chi parla a chi è sordo, / è come chi sveglia un dormiglione da un sonno profondo.

22,13c NVg omette.

22,23ef NVg omette.

23,3e NVg omette.

23,4a NVg (23,4b) aggiunge: non abbandonarmi al loro volere

23,7b NVg(23,7d) aggiunge: né troverà scandalo nelle cose più inique

23,9a NVg (23,9b) aggiunge: molti danni infatti ne sono derivati

23,9b NVg (23,10bc) aggiunge: e non nominare troppo i nomi dei santi, / perché non ne uscirai innocente

23,18e NVg (23,27ab) aggiunge: e non capisce che il suo occhio vede tutto, / poiché il timore che prova quest’uomo allontana da lui il timore di Dio

23,21a NVg (23,30b) aggiunge: e sarà messo in fuga come un puledro

23,21b NVg (23,31) aggiunge: e sarà disprezzato da tutti, / perché non ha rispettato il timore del Signore

24,1a NVg (24,1b) aggiunge: e in Dio trova il proprio vanto

24,2b NVg (24,3-4) aggiunge: e in mezzo al suo popolo viene esaltata / e nella santa assemblea viene ammirata / e nella moltitudine degli eletti trova la sua lode / e tra i benedetti è benedetta, mentre dice

24,3a NVg (24,5b-6a) aggiunge: primogenita di tutte le creature. / Nel cielo ho fatto sorgere una luce perenne

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6Sulle onde del mare e su tutta la terra,

su ogni popolo e nazione ho preso dominio^.

7Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo,

qualcuno nel cui territorio potessi risiedere.

8Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,

colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda

e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe

e prendi eredità in Israele^”.

9Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato,

per tutta l’eternità non verrò meno.

10Nella tenda santa davanti a lui ho officiato

e così mi sono stabilita in Sion.

11Nella città che egli ama mi ha fatto abitare

e in Gerusalemme è il mio potere.

12Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,

nella porzione del Signore è la mia eredità^.

13Sono cresciuta come un cedro sul Libano,

come un cipresso sui monti dell’Ermon.

14Sono cresciuta come una palma in Engàddi

e come le piante di rose in Gerico,

come un ulivo maestoso nella pianura

e come un platano mi sono elevata^.

15Come cinnamòmo e balsamo di aromi,

come mirra scelta ho sparso profumo,

come gàlbano, ònice e storace,

come nuvola d’incenso nella tenda.

16Come un terebinto io ho esteso i miei rami

e i miei rami sono piacevoli e belli.

17Io come vite ho prodotto splendidi germogli

e i miei fiori danno frutti di gloria e ricchezza.

18Io sono la madre del bell’amore e del timore,

della conoscenza e della santa speranza;

éeterna, sono donata a tutti i miei figli,

a coloro che sono scelti da lui.ù

19Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate,

e saziatevi dei miei frutti,

20perché il ricordo di me è più dolce del miele,

il possedermi vale più del favo di miele^.

21Quanti si nutrono di me avranno ancora fame

e quanti bevono di me avranno ancora sete.

22Chi mi obbedisce non si vergognerà,

chi compie le mie opere non peccherà^».

 

23Tutto questo è il libro dell’alleanza del Dio altissimo,

la legge che Mosè ci ha prescritto,

eredità per le assemblee di Giacobbe.

é24Non cessate di rafforzarvi nel Signore,

aderite a lui perché vi dia vigore.

Il Signore onnipotente è l’unico Dio

e non c’è altro salvatore al di fuori di lui.ù

25Essa trabocca di sapienza come il Pison

e come il Tigri nella stagione delle primizie,

26effonde intelligenza come l’Eufrate

e come il Giordano nei giorni della mietitura,

27come luce irradia la dottrina,

come il Ghicon nei giorni della vendemmia.

28Il primo uomo non ne ha esaurito la conoscenza

e così l’ultimo non l’ha mai pienamente indagata.

29Il suo pensiero infatti è più vasto del mare

e il suo consiglio è più profondo del grande abisso.

 

30^Io, come un canale che esce da un fiume

e come un acquedotto che entra in un giardino,

31ho detto: «Innaffierò il mio giardino

e irrigherò la mia aiuola».

Ma ecco, il mio canale è diventato un fiume

e il mio fiume è diventato un mare.

32Farò ancora splendere la dottrina come l’aurora,

la farò brillare molto lontano.^

33Riverserò ancora l’insegnamento come profezia,

lo lascerò alle generazioni future^.

34Vedete che non ho faticato solo per me,

ma per tutti quelli che la cercano.

 

 

25         1Di tre cose si compiace l’anima mia,

ed esse sono gradite al Signore e agli uomini:

concordia di fratelli, amicizia tra vicini,

moglie e marito che vivono in piena armonia.

2Tre tipi di persone detesta l’anima mia,

la loro vita è per me un grande orrore:

il povero superbo, il ricco bugiardo,

il vecchio adultero privo di senno.

 

3Se non hai raccolto in gioventù,

che cosa vuoi trovare nella vecchiaia?

4Quanto s’addice il giudicare ai capelli bianchi

e agli anziani il saper dare consigli!

5Quanto s’addice la sapienza agli anziani,

il discernimento e il consiglio alle persone onorate!

6Corona dei vecchi è un’esperienza molteplice,

loro vanto è temere il Signore.

 

7Nove situazioni ritengo felici nel mio cuore,

la decima la dirò con parole:

un uomo allietato dai figli,

chi vede da vivo la caduta dei suoi nemici;

8felice chi vive con una moglie assennata,

chi non ara con il bue e l’asino insieme,

chi non ha peccato con la sua lingua,

chi non ha servito a uno indegno di lui;

9felice chi ha trovato la prudenza,

chi parla a gente che l’ascolta;

10quanto è grande chi ha trovato la sapienza,

ma nessuno supera chi teme il Signore!

11Il timore del Signore vale più di ogni cosa;

chi lo possiede a chi potrà essere paragonato?

12Il timore del Signore è inizio di amore per lui,

la fede è inizio di adesione a lui.

 

13^Qualunque ferita, ma non la ferita del cuore,

qualunque malvagità, ma non la malvagità di una donna;

14qualunque sventura, ma non quella causata da persone che odiano,

qualunque vendetta, ma non la vendetta dei nemici.

15Non c’è veleno peggiore del veleno di un serpente,

non c’è ira peggiore dell’ira di una donna.

16Preferirei abitare con un leone e con un drago

piuttosto che abitare con una donna malvagia.

17La malvagità di una donna ne àltera l’aspetto,

rende il suo volto tetro come quello di un orso.

18Suo marito siede in mezzo ai suoi vicini

e senza volerlo geme amaramente.

19Ogni malizia è nulla di fronte alla malizia di una donna,

possa piombarle addosso la sorte del peccatore!

20Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio,

tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico.

21Non soccombere al fascino di una donna,

per una donna non ardere di passione.

22Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo

è una donna che mantiene il proprio marito.

23Animo abbattuto e volto triste

e ferita al cuore è una donna malvagia;

mani inerti e ginocchia infiacchite,

tale è colei che non rende felice il proprio marito.

24Dalla donna ha inizio il peccato

e per causa sua tutti moriamo.

25Non dare all’acqua via d’uscita

né libertà di parlare a una donna malvagia.

26Se non cammina al cenno della tua mano^,

separala dalla tua carne^.

 

 

26         1Fortunato il marito di una brava moglie,

il numero dei suoi giorni sarà doppio.

2Una donna valorosa è la gioia del marito,

egli passerà in pace i suoi anni.

3Una brava moglie è davvero una fortuna,

viene assegnata a chi teme il Signore.

4Ricco o povero, il suo cuore è contento,

in ogni circostanza il suo volto è gioioso.

 

5Di tre cose il mio cuore ha paura,

e per la quarta sono spaventato:

una calunnia diffusa in città, un tumulto di popolo

e una falsa accusa, sono cose peggiori della morte;

6ma crepacuore e lutto è una donna gelosa di un’altra,

il flagello della sua lingua fa presa su tutti.

7Giogo di buoi sconnesso è una cattiva moglie,

chi la prende è come chi afferra uno scorpione.

8Motivo di grande sdegno è una donna che si ubriaca,

non riuscirà a nascondere la sua vergogna.

9Una donna sensuale ha lo sguardo eccitato,

la si riconosce dalle sue occhiate.

10Fa’ buona guardia a una figlia sfrenata,

perché non ne approfitti, se trova indulgenza.

11Guàrdati dalla donna che ha lo sguardo impudente,

non meravigliarti se poi ti fa del male.

12Come un viandante assetato apre la bocca

e beve qualsiasi acqua a lui vicina,

così ella siede davanti a ogni palo

e apre a qualsiasi freccia la faretra.

 

13La grazia di una donna allieta il marito,

il suo senno gli rinvigorisce le ossa.

14È un dono del Signore una donna silenziosa,

non c’è prezzo per una donna educata.

15Grazia su grazia è una donna pudica,

non si può valutare il pregio di una donna riservata.

16Il sole risplende nel più alto dei cieli,

la bellezza di una brava moglie nell’ornamento della casa.

17Lampada che brilla sul sacro candelabro,

così è la bellezza di un volto su una robusta statura.

18Colonne d’oro su base d’argento

sono gambe graziose su solidi piedi.^



24,6b NVg (24,11a) aggiunge: con la mia forza ho piegato il cuore dei potenti e degli umili

24,8d NVg (24,13c) aggiunge: e affonda le tue radici tra i miei eletti

24,12b NVg (24,16c) aggiunge: e nell’assemblea dei santi ho preso dimora

24,14d NVg (24,19b) aggiunge: presso le acque lungo le strade

24,18cd NVg(24,25) invece: in me ogni dono di via e verità, / in me ogni speranza di vita e virtù.

24,20b NVg (24,28) aggiunge: e il mio ricordo perdura nei secoli

24,22b NVg (24,31) aggiunge: chi mi esalta otterrà la vita eterna

24,24 NVg (24,34) invece: Ha concesso al suo servo Davide di far sorgere da lui un re potente, / che sieda per sempre sul suo trono glorioso.

24,30 NVg (24,40) premette: Io, la sapienza, ho riversato fiumi.

24,32b NVg (24,45) aggiunge: Mi introdurrò in ogni angolo degli inferi / e visiterò tutti quelli che dormono / e illuminerò tutti quelli che sperano nel Signore.

24,33b NVg (24,46c) aggiunge: e non abbandonerò la loro discendenza fino al mondo santo che verrà.

25,13 NVg (25,17) premette: Qualunque ferita è tristezza del cuore, / e nella malvagità della donna si concentra ogni cattiveria.

25,26a NVg (25,35b) aggiunge: ti umilierà di fronte ai tuoi nemici

25,26b NVg (25,36b) aggiunge: e allontanala dalla tua casa

26,18b NVg (26,24) aggiunge: Fondamenta eterne sono quelle poste su una solida roccia: / così sono i comandamenti di Dio nel cuore di una donna santa.

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é19Figlio, conserva sano il fiore dell’età

e non affidare la tua forza a donne straniere.

20Cerca nella pianura un campo fertile

per gettarvi il tuo seme, attendendo la progenie.

21Così i frutti che lascerai,

fieri della loro nobiltà, prospereranno.

22La donna pagata vale uno sputo,

se è sposata, è torre di morte per quanti la usano.

23La moglie empia l’avrà in sorte il peccatore,

quella pia sarà data a chi teme il Signore.

24La donna impudica cerca sempre il disonore,

una figlia pudica è riservata anche con il marito.

25La donna sfrontata viene stimata come un cane,

quella che ha pudore teme il Signore.

26La donna che onora il marito a tutti appare saggia,

quella orgogliosa che lo umilia sarà empia per tutti.

Felice il marito di una brava moglie,

il numero dei suoi giorni sarà raddoppiato.

27La donna che grida ed è chiacchierona

è come tromba di guerra che suona la carica.

L’uomo che si trova in simili condizioni

passa la vita tra rumori di guerra.ù

 

28Due cose rattristano il mio cuore,

e una terza mi provoca collera:

un guerriero che languisce nella miseria,

uomini saggi trattati con disprezzo

e chi passa dalla giustizia al peccato:

il Signore lo tiene pronto per la spada.

 

29^È difficile che il commerciante sia esente da colpe

e il rivenditore sia indenne da peccato.

 

 

27         1Per amore del denaro molti peccano,

chi cerca di arricchire volta lo sguardo.

2Fra le giunture delle pietre si conficca un piolo,

tra la compera e la vendita s’insinua il peccato.

3Se non ti afferri con forza al timore del Signore,

la tua casa andrà presto in rovina.

 

4Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti;

così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti.

5I vasi del ceramista li mette a prova la fornace,

così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.

6Il frutto dimostra come è coltivato l’albero,

così la parola rivela i pensieri del cuore.

7Non lodare nessuno prima che abbia parlato,

poiché questa è la prova degli uomini.

 

8Se cerchi la giustizia, la raggiungerai

e te ne rivestirai come di un manto di gloria^.

9Gli uccelli sostano presso i loro simili,

la verità ritorna a quelli che fanno cose giuste.

10Il leone insidia la preda,

così il peccato coloro che fanno cose ingiuste.

11Nel discorso del pio c’è sempre saggezza,

ma lo stolto muta come la luna.

12Tra gli insensati non perdere tempo,

tra i saggi invece férmati a lungo.

13Il parlare degli stolti è un orrore,

essi ridono tra i bagordi del peccato.

14Il linguaggio di chi giura spesso fa rizzare i capelli,

e i loro litigi fanno turare gli orecchi.

15Spargimento di sangue è la rissa dei superbi,

ed è penoso ascoltare le loro invettive.

 

16Chi svela i segreti perde l’altrui fiducia

e non trova più un amico per il suo cuore.

17Ama l’amico e sii a lui fedele,

ma se hai svelato i suoi segreti,

non corrergli dietro,

18perché, come chi ha perduto uno che è morto,

così tu hai perduto l’amicizia del tuo prossimo.

19Come un uccello che ti sei fatto scappare di mano,

così hai lasciato andare il tuo amico e non lo riprenderai.

20Non inseguirlo, perché ormai è lontano,

è fuggito come una gazzella dal laccio^.

21Perché si può fasciare una ferita

e un’ingiuria si può riparare,

ma chi ha svelato segreti non ha più speranza.

 

22Chi ammicca con l’occhio trama il male,

ma chi lo conosce si allontana da lui.

23Davanti a te la sua bocca è dolce

e ammira i tuoi discorsi,

ma alle tue spalle cambierà il suo parlare

e porrà inciampo alle tue parole.

24Io odio molte cose, ma nessuna quanto lui,

anche il Signore lo ha in odio.

25Chi scaglia un sasso in alto, se lo tira sulla testa,

e un colpo a tradimento ferisce chi lo vibra.

26Chi scava una fossa vi cade dentro^,

chi tende un laccio vi resta preso.

27Il male si ritorce su chi lo fa,

egli non sa neppure da dove gli venga.

28Derisione e insulto per il superbo,

la vendetta, come un leone, lo attende al varco.

29Sono presi al laccio quanti gioiscono per la caduta dei pii,

il dolore li consumerà prima della loro morte.

 

30Rancore e ira sono cose orribili,

e il peccatore le porta dentro.

 

 

28       1Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,

il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.

2Perdona l’offesa al tuo prossimo

e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.

3Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,

come può chiedere la guarigione al Signore?

4Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,

come può supplicare per i propri peccati?

5Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,^

chi espierà per i suoi peccati?

6Ricòrdati della fine e smetti di odiare,

della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.

7Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,

l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.

 

8Astieniti dalle risse e diminuirai i peccati,

perché l’uomo passionale attizza la lite.

9Un uomo peccatore semina discordia tra gli amici

e tra persone pacifiche diffonde la calunnia.

10Il fuoco divampa in proporzione dell’esca,

écosì la lite s’accresce con l’ostinazione;ù

il furore di un uomo è proporzionato alla sua forza,

la sua ira cresce in base alla sua ricchezza.

11Una lite concitata accende il fuoco,

una rissa violenta fa versare sangue^.

12Se soffi su una scintilla, divampa,

se vi sputi sopra, si spegne;

eppure ambedue le cose escono dalla tua bocca.

 

13Maledici il calunniatore e l’uomo che è bugiardo,

perché hanno rovinato molti che stavano in pace.

14Le dicerie di una terza persona hanno sconvolto molti,

li hanno scacciati di nazione in nazione;

hanno demolito città fortificate

e rovinato casati potenti^.

15Le dicerie di una terza persona hanno fatto ripudiare donne forti,

privandole del frutto delle loro fatiche.

16Chi a esse presta attenzione certo non troverà pace,

non vivrà tranquillo nella sua dimora.

17Un colpo di frusta produce lividure,

ma un colpo di lingua rompe le ossa.

18Molti sono caduti a fil di spada,

ma non quanti sono periti per colpa della lingua.

19Beato chi è al riparo da essa,

chi non è esposto al suo furore,

chi non ha trascinato il suo giogo

e non è stato legato con le sue catene.

20Il suo giogo è un giogo di ferro;

le sue catene sono catene di bronzo.

21Spaventosa è la morte che la lingua procura,

al confronto è preferibile il regno dei morti.

22Essa non ha potere sugli uomini pii,

questi non bruceranno alla sua fiamma.

23Quanti abbandonano il Signore in essa cadranno,

fra costoro divamperà senza spegnersi mai.

Si avventerà contro di loro come un leone

e come una pantera ne farà scempio.

24aEcco, recingi pure la tua proprietà con siepe spinosa,

25be sulla tua bocca fa’ porta e catenaccio.

24bMetti sotto chiave l’argento e l’oro,

25ama per le tue parole fa’ bilancia e peso.

26Sta’ attento a non scivolare a causa della lingua,

per non cadere di fronte a chi ti insidia^.

 

 

29         1Chi pratica la misericordia concede prestiti al prossimo,

chi lo sostiene con la sua mano osserva i comandamenti.

2Da’ in prestito al prossimo quando ha bisogno,

e a tua volta restituisci al prossimo nel momento fissato.

3Mantieni la parola e sii leale con lui,

e in ogni momento troverai quello che ti occorre.

4Molti considerano il prestito come cosa trovata

e causano fastidi a coloro che li hanno aiutati.

5Prima di ricevere, uno bacia la mano del creditore

e parla con voce sommessa delle ricchezze altrui;

ma alla scadenza cerca di guadagnare tempo,

trova delle scuse e incolpa le circostanze.

6Se paga, a stento riceve la metà,

e deve considerarla come una cosa trovata.

In caso contrario, spoglia il creditore dei suoi averi

e senza motivo se lo rende nemico;

maledizioni e ingiurie gli restituisce,

e invece della gloria gli rende disprezzo.

7Molti si rifiutano di prestare non per cattiveria,

ma per paura di essere derubati senza ragione.



26,19-27 NVg omette.

26,29 NVg (26,28a) premette: Due categorie di persone mi sembrano sospette e pericolose.

27,8b NVg (27,9cd) aggiunge: e abiterai con lei e ti proteggerà in eterno, / e nel giorno del giudizio troverai un valido sostegno

27,20b NVg (27,22c) aggiunge: e la sua anima è ferita

27,26a NVg (27,29b) aggiunge: e chi colloca una pietra davanti al suo prossimo vi inciampa

28,5a NVg (28,5b) aggiunge: come può ottenere il perdono di Dio?

28,10b NVg omette.

28,11b NVg (28,13c) aggiunge: una lingua non controllata porta alla morte

28,14d NVg (28,18) aggiunge: hanno abbattuto la forza dei popoli / e disperso grandi nazioni

28,26b NVg (28,30c) aggiunge: e la tua caduta sia mortale

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8Tuttavia sii paziente con il misero,

e non fargli attendere troppo a lungo l’elemosina.

9Per amore del comandamento soccorri chi ha bisogno,

secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote.

10Perdi pure denaro per un fratello e un amico,

non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra.

11Disponi dei beni secondo i comandamenti dell’Altissimo

e ti saranno più utili dell’oro.

12Riponi l’elemosina nei tuoi scrigni

ed essa ti libererà da ogni male.

13Meglio di uno scudo resistente e di una lancia pesante,

essa combatterà per te di fronte al nemico.

 

14L’uomo buono garantisce per il prossimo,

ma chi ha perduto ogni vergogna lo abbandona.

15Non dimenticare il favore di chi si è fatto garante,

poiché egli si è impegnato per te.

16Il vizioso dilapida i beni del suo garante

17e l’ingrato di cuore abbandona chi l’ha salvato.

18La cauzione ha rovinato molta gente onesta,

li ha sballottati come onda del mare.

Ha mandato in esilio uomini potenti,

li ha costretti a vagare fra genti straniere.

19Un peccatore si precipita verso la garanzia,

va dietro ai guadagni e finisce in tribunale.

20Aiuta il tuo prossimo secondo la tua possibilità

e bada a te stesso per non rovinarti.

 

21Le prime necessità della vita sono acqua, pane e vestito,

e una casa che protegga l’intimità.

22Meglio vivere da povero sotto un riparo di tavole,

che godere di cibi sontuosi in casa d’altri.

23Sii contento del poco come del molto,

e non ti sentirai rinfacciare di essere forestiero.

24Brutta vita andare di casa in casa,

non potrai aprire bocca dove sarai forestiero.

25Dovrai accogliere gli ospiti, versare vino senza un grazie,

e oltre a ciò ascolterai parole amare:

26«Vieni, forestiero, apparecchia la tavola,

se hai qualche cosa sotto mano, dammi da mangiare».

27«Vattene via, forestiero, c’è uno più importante di te,

mio fratello sarà mio ospite, ho bisogno della casa».

28Per un uomo che ha intelligenza sono dure queste cose:

il rimprovero di essere forestiero e l’insulto di un creditore.

 

 

30         1Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta per lui,

per gioire di lui alla fine.

2Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio

e se ne potrà vantare con i suoi conoscenti.

3Chi istruisce il proprio figlio rende geloso il nemico

e davanti agli amici si rallegra.

4Muore il padre? È come se non morisse,

perché dopo di sé lascia uno che gli è simile.

5Durante la vita egli gioisce nel contemplarlo,

in punto di morte non prova dolore^.

6Per i nemici lascia un vendicatore,

per gli amici uno che sa ricompensarli.

7Chi accarezza un figlio ne fascerà poi le ferite,

a ogni grido il suo cuore sarà sconvolto.

8Un cavallo non domato diventa caparbio,

un figlio lasciato a se stesso diventa testardo.

9Vezzeggia il figlio ed egli ti riserverà delle sorprese,

scherza con lui, ti procurerà dispiaceri.

10Non ridere con lui per non doverti rattristare,

e non debba alla fine digrignare i denti.

11Non concedergli libertà in gioventù,

non prendere alla leggera i suoi errori.

12Piegagli il collo quando è giovane,

e battigli i fianchi finché è fanciullo,

perché poi intestardito non ti disobbedisca

e tu ne abbia un profondo dolore.

13Educa tuo figlio e prenditi cura di lui,

così non dovrai sopportare la sua insolenza.

 

14Meglio un povero di aspetto sano e forte

che un ricco malato nel suo corpo.

15Salute e vigore valgono più di tutto l’oro,

un corpo robusto più di un’immensa fortuna.

 

16Non c’è ricchezza superiore alla salute del corpo

e non c’è felicità più grande della gioia del cuore.

17Meglio la morte che una vita amara,

il riposo eterno che una malattia cronica.

18Cose buone versate su una bocca chiusa

sono come cibi deposti sopra una tomba.

19A che serve all’idolo l’offerta di frutti?

Esso non mangia né sente il profumo;

così è per colui che il Signore perséguita^.

20Egli guarda con gli occhi e geme,

come un eunuco che abbraccia una vergine e geme:

écosì è per colui che fa giustizia con violenza.ù

 

21Non darti in balìa della tristezza

e non tormentarti con i tuoi pensieri.

22La gioia del cuore è la vita dell’uomo^,

l’allegria dell’uomo è lunga vita.

23Distraiti e consola il tuo cuore,

tieni lontana la profonda tristezza,

perché la tristezza ha rovinato molti

e in essa non c’è alcun vantaggio.

24Gelosia e ira accorciano i giorni,

le preoccupazioni anticipano la vecchiaia.

25Un cuore limpido e sereno si accontenta dei cibi

e gusta tutto quello che mangia.

 

 

31         1L’insonnia del ricco consuma il corpo,

i suoi affanni gli tolgono il sonno.

2Le preoccupazioni dell’insonnia non lasciano dormire,

come una grave malattia bandiscono il sonno.

3Un ricco fatica nell’accumulare ricchezze,

e se riposa è per darsi ai piaceri.

4Un povero fatica nelle privazioni della vita,

ma se si riposa cade in miseria.

5Chi ama l’oro non sarà esente da colpa,

chi insegue il denaro ne sarà fuorviato.

6Molti sono andati in rovina a causa dell’oro,

e la loro rovina era davanti a loro.

7È una trappola per quanti ne sono infatuati^,

e ogni insensato vi resta preso.

8Beato il ricco che si trova senza macchia

e che non corre dietro all’oro^.

9Chi è costui? Lo proclameremo beato,

perché ha compiuto meraviglie in mezzo al suo popolo.

10Chi ha subìto questa prova ed è risultato perfetto?

Sarà per lui un titolo di vanto.

Chi poteva trasgredire e non ha trasgredito,

fare il male e non lo ha fatto?

11Per questo si consolideranno i suoi beni

e l’assemblea celebrerà le sue beneficenze.

 

12Sei seduto davanti a una tavola sontuosa?

Non spalancare verso di essa la tua bocca

e non dire: «Che abbondanza qua sopra!».

13Ricòrdati che è un male l’occhio cattivo^.

Che cosa è stato creato peggiore dell’occhio?

Per questo esso lacrima davanti a tutti.

14Non tendere la mano dove un altro volge lo sguardo^

e non precipitarti sul piatto insieme con lui.

15A partire da te intendi i desideri del tuo prossimo

e su ogni cosa rifletti.

16Mangia da uomo frugale ciò che ti è posto dinanzi,

non masticare con voracità per non renderti odioso.

17Sii il primo a smettere per educazione,

non essere ingordo per non incorrere nel disprezzo.

18Se siedi tra molti invitati,

non essere il primo a tendere la mano.

 

19Per un uomo educato il poco è sufficiente;

quando si corica non respira con affanno.

20Il sonno è salubre se lo stomaco è regolato,

al mattino ci si alza e si è padroni di sé.

Il tormento dell’insonnia e della nausea

e la colica accompagnano l’uomo ingordo.

21Se sei stato forzato a eccedere nei cibi,

àlzati, va’ a vomitare e ti sentirai sollevato^.

22Ascoltami, figlio, e non disprezzarmi,

alla fine troverai vere le mie parole.

In tutte le tue opere sii diligente

e nessuna malattia ti coglierà.

23Molti lodano chi è sontuoso nei banchetti,

e la testimonianza della sua munificenza è degna di fede.

24La città mormora di chi è tirchio nel banchetto,

e la testimonianza della sua avarizia è esatta.

 

25Non fare lo spavaldo con il vino,

perché il vino ha mandato molti in rovina.

26La fornace prova il metallo nella tempera,

così il vino i cuori, in una sfida di arroganti.

27Il vino è come la vita per gli uomini,

purché tu lo beva con misura.

Che vita è quella dove manca il vino?^

Fin dall’inizio è stato creato per la gioia degli uomini.

28Allegria del cuore e gioia dell’anima

è il vino bevuto a tempo e a misura.^

29Amarezza dell’anima è il vino bevuto in quantità,

con eccitazione e per sfida.

30L’ubriachezza accresce l’ira dello stolto a sua rovina,

ne diminuisce le forze e gli procura ferite.

31Durante un banchetto non rimproverare il vicino,

non deriderlo nella sua allegria.

Non dirgli parole di biasimo

e non affliggerlo chiedendogli quanto ti deve.



30,5b NVg (30,5c) aggiunge: né prova vergogna di fronte ai nemici

30,19c NVg (30,20b) aggiunge: facendogli portare il peso della sua malvagità

30,20c NVg omette.

30,22a NVg (30,23b) aggiunge: e un tesoro inesauribile di santità

31,7a NVg (31,7b) aggiunge: guai a coloro che vi corrono dietro

31,8b NVg (31,8c) aggiunge: e non pone la sua fiducia nel denaro e nei tesori

31,13a NVg (31,14b) aggiunge: Dio odia l’occhio cattivo

31,14a NVg (31,16b) aggiunge: per non dover arrossire colto da invidia

31,21b NVg (31,25c) aggiunge: ed eviterai una malattia al tuo corpo

31,27c NVg (31,34) aggiunge: Cos’è che depreda la vita? La morte.

31,28b NVg (31,37-38) aggiunge: Chi è sobrio nel bere è sano di corpo e di spirito. / Il vino bevuto in gran quantità / provoca eccitazione, ira e molti danni.

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32         1Se ti hanno fatto capotavola, non esaltarti.

Compòrtati con gli altri come uno di loro.

Pensa a loro e poi mettiti a tavola;

2quando avrai compiuto il tuo dovere,

accòmodati per far festa con loro

e ricevere complimenti per le tue buone maniere.

3Parla, o anziano, poiché ti si addice,

ma con saggezza, e non disturbare la musica.

4Quando c’è un’esecuzione non effonderti in chiacchiere,

e non fare il sapiente fuori tempo.

5Sigillo di rubino su ornamento d’oro

è un concerto musicale in un banchetto.

6Sigillo di smeraldo in una guarnizione d’oro

è la melodia dei canti unita alla dolcezza del vino.^

7Parla, o giovane, se c’è bisogno di te,

non più di due volte se sei interrogato.

8Compendia il tuo discorso, molte cose in poche parole;

compòrtati come uno che sa e che tace a un tempo.

9Fra i grandi non mostrarti presuntuoso,

e dove vi sono anziani, non ciarlare troppo.

10Prima del tuono viene la folgore,

prima dell’uomo modesto viene la grazia.

11All’ora stabilita àlzati e non restare per ultimo,

corri a casa e non indugiare.

12Là divèrtiti e fa’ quello che ti piace,

ma non peccare con parole arroganti.

13Per tutto ciò benedici chi ti ha creato,

chi ti colma dei suoi benefici.

 

14Chi teme il Signore ne accetta l’istruzione,

chi lo ricerca di buon mattino trova il suo favore.

15Chi scruta la legge viene appagato,

ma l’ipocrita vi trova motivo di scandalo.

16Quelli che temono il Signore sanno giudicare,

i loro giudizi brillano come luce.

17Il peccatore non accetta critiche

e trova scuse a suo piacere.

 

18Chi è saggio non trascura la riflessione,

l’empio e il superbo non provano alcun timore.

19Non fare nulla senza consiglio,

non ti pentirai di averlo fatto.

20Non camminare in una via piena di ostacoli

e non inciamperai in luoghi pietrosi.

21Non fidarti di una via senza inciampi^,

22guàrdati anche dai tuoi figli^.

23In tutto ciò che fai abbi fiducia in te stesso,

perché anche questo è osservare i comandamenti.

24Chi crede alla legge è attento ai comandamenti,

chi confida nel Signore non subirà alcun danno.

 

 

33         1Chi teme il Signore non incorre in alcun male,

ma nella prova sarà ancora liberato.

2Un uomo saggio non detesta la legge,

ma chi finge con essa è come nave in tempesta.

3L’uomo assennato ha fiducia nella legge,

per lui è degna di fede come un oracolo.

4Prepara il tuo discorso e così sarai ascoltato,

raccogli il tuo insegnamento e poi rispondi.

5Ruota di carro è il sentimento dello stolto,

il suo ragionamento è come l’asse che gira.

6Un amico beffardo è come uno stallone,

nitrisce sotto chiunque lo cavalca.

 

7Perché un giorno è più importante d’un altro,

se tutta la luce dell’anno viene dal sole?

8È perché sono stati distinti nel pensiero del Signore,

che ha diversificato le stagioni e le feste.

9Ha esaltato e santificato alcuni,

altri li ha lasciati nel numero dei giorni ordinari.

10Anche gli uomini provengono tutti dalla polvere

e dalla terra fu creato Adamo.

11Ma il Signore li ha distinti nella sua grande sapienza,

ha diversificato le loro vie.

12Ha benedetto ed esaltato alcuni,

altri ha santificato e avvicinato a sé;

altri ha maledetto e umiliato

e ha rovesciato dalle loro posizioni.

13Come argilla nelle mani del vasaio

che la modella a suo piacimento,

così gli uomini nelle mani di colui che li ha creati

e li ricompensa secondo il suo giudizio.

14Di fronte al male c’è il bene,

di fronte alla morte c’è la vita;

così di fronte all’uomo pio c’è il peccatore.

15Considera perciò tutte le opere dell’Altissimo:

a due a due, una di fronte all’altra.

 

16Anch’io, venuto per ultimo, mi sono tenuto desto,

come uno che racimola dietro i vendemmiatori:

17con la benedizione del Signore sono giunto per primo,

come un vendemmiatore ho riempito il tino.

18Badate che non ho faticato solo per me,

ma per tutti quelli che ricercano l’istruzione.

19Ascoltatemi, o grandi del popolo,

e voi che dirigete le assemblee, fate attenzione.

 

20Al figlio e alla moglie, al fratello e all’amico

non dare un potere su di te finché sei in vita.

Non dare ad altri le tue ricchezze,

perché poi non ti penta e debba richiederle.

21Finché vivi e in te c’è respiro,

non abbandonarti al potere di nessuno.

22È meglio che i figli chiedano a te,

piuttosto che tu debba volgere lo sguardo alle loro mani.

23In tutte le tue opere mantieni la tua autorità

e non macchiare la tua dignità.

24Quando finiranno i giorni della tua vita,

al momento della morte, assegna la tua eredità.

 

25Foraggio, bastone e pesi per l’asino;

pane, disciplina e lavoro per lo schiavo.

26Fa’ lavorare il tuo servo e starai in pace,

lasciagli libere le mani e cercherà la libertà.

27Giogo e redini piegano il collo^,

per lo schiavo malvagio torture e castighi.

28Mettilo a lavorare perché non stia in ozio,

29perché l’ozio insegna molte cose cattive.

30Mettilo all’opera come gli conviene,

e se non obbedisce, stringigli i ceppi.

Ma non esagerare con nessuno

e non fare nulla contro la giustizia.

31Se hai uno schiavo, sia come te stesso,

perché l’hai acquistato a prezzo di sangue.

Se hai uno schiavo, trattalo come un fratello,

perché ne avrai bisogno come di te stesso.

32Se tu lo maltratti ed egli fuggirà,

33in quale strada andrai a ricercarlo?

 

 

34         1Speranze vane e fallaci sono quelle dello stolto,

e i sogni danno le ali a chi è privo di senno.

2Come uno che afferra le ombre e insegue il vento,

così è per chi si appoggia sui sogni.

3Una cosa di fronte all’altra: tale è la visione dei sogni,

di fronte a un volto l’immagine di un volto.

4Dall’impuro che cosa potrà uscire di puro?

E dal falso che cosa potrà uscire di vero?

5Oracoli, presagi e sogni sono cose fatue,

come vaneggia la mente di una donna che ha le doglie.

6Se non sono una visione inviata dall’Altissimo,

non permettere che se ne occupi la tua mente.

7I sogni hanno indotto molti in errore,

e andarono in rovina quelli che vi avevano sperato.

8La legge deve compiersi senza inganno,

e la sapienza è perfetta sulla bocca di chi è fedele.

 

9Chi ha viaggiato conosce molte cose,

chi ha molta esperienza parla con intelligenza.

10Chi non ha avuto prove, poco conosce;

11chi ha viaggiato ha una grande accortezza.

12Ho visto molte cose nei miei viaggi,

il mio sapere è più che le mie parole.

13Spesso ho corso pericoli mortali,

ma mi sono salvato grazie alla mia esperienza.

14Lo spirito di quelli che temono il Signore vivrà^,

15perché la loro speranza è posta in colui che li salva^.

16Chi teme il Signore non ha paura di nulla

e non si spaventa perché è lui la sua speranza.

17Beato colui che teme il Signore.

18A chi si appoggia? Chi è il suo sostegno?

19Gli occhi del Signore sono su quelli che lo amano;

egli è protezione potente e sostegno vigoroso,

riparo dal vento infuocato e dal sole meridiano,

difesa contro gli ostacoli, soccorso nella caduta.

20Il Signore solleva l’anima e illumina gli occhi,

concede guarigione, vita e benedizione.^

 

21Sacrificare il frutto dell’ingiustizia è un’offerta da scherno

22e i doni dei malvagi non sono graditi.

23L’Altissimo non gradisce le offerte degli empi

né perdona i peccati secondo il numero delle vittime.

24Sacrifica un figlio davanti al proprio padre

chi offre un sacrificio con i beni dei poveri.

25Il pane dei bisognosi è la vita dei poveri,

colui che glielo toglie è un sanguinario.

26Uccide il prossimo chi gli toglie il nutrimento,

27versa sangue chi rifiuta il salario all’operaio.

28Uno edifica e l’altro abbatte:

che vantaggio ne ricavano, oltre la fatica?

29Uno prega e l’altro maledice:

quale delle due voci ascolterà il Signore?

30Chi si purifica per un morto e lo tocca di nuovo,

quale vantaggio ha nella sua abluzione?

31Così l’uomo che digiuna per i suoi peccati

e poi va e li commette di nuovo:

chi ascolterà la sua supplica?

Quale vantaggio ha nell’essersi umiliato?

 



32,6b NVg (32,9) aggiunge: Taci e ascolta, e mostrando rispetto acquisterai benevolenza.

32,21 NVg (32,25d) aggiunge: per non creare ostacoli a te stesso

32,22 NVg (32,26b) aggiunge: e sii prudente anche con i tuoi servi

33,27a NVg (33,27b) aggiunge: e il continuo lavoro fa incurvare lo schiavo

34,14 NVg (34,14b) aggiunge: e sarà benedetto quando egli si manifesterà

34,15 NVg (34,15b) aggiunge: e gli occhi del Signore sono su coloro che lo amano

34,20b NVg (34,21)aggiunge: Il Signore è l’unico baluardo / per coloro che lo seguono nella verità e nella giustizia.

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35         1Chi osserva la legge vale quanto molte offerte;

2chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva.

3Chi ricambia un favore offre fior di farina,

4chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode.

5Cosa gradita al Signore è tenersi lontano dalla malvagità,

sacrificio di espiazione è tenersi lontano dall’ingiustizia.

6Non presentarti a mani vuote davanti al Signore,

7perché tutto questo è comandato.

8L’offerta del giusto arricchisce l’altare,

il suo profumo sale davanti all’Altissimo.

9Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito,

il suo ricordo non sarà dimenticato.

10Glorifica il Signore con occhio contento,

non essere avaro nelle primizie delle tue mani.

11In ogni offerta mostra lieto il tuo volto,

con gioia consacra la tua decima.

12Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto,

e con occhio contento, secondo la tua possibilità,

13perché il Signore è uno che ripaga

e ti restituirà sette volte tanto.

 

14Non corromperlo con doni, perché non li accetterà,

15e non confidare in un sacrificio ingiusto,

perché il Signore è giudice

e per lui non c’è preferenza di persone.

16Non è parziale a danno del povero

e ascolta la preghiera dell’oppresso.

17Non trascura la supplica dell’orfano,

né la vedova, quando si sfoga nel lamento.

18Le lacrime della vedova non scendono forse sulle sue guance

19e il suo grido non si alza contro chi gliele fa versare?^

20Chi la soccorre è accolto con benevolenza,

la sua preghiera arriva fino alle nubi.

21La preghiera del povero attraversa le nubi

né si quieta finché non sia arrivata;

non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto

22e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità.

Il Signore certo non tarderà

né si mostrerà paziente verso di loro,

finché non abbia spezzato le reni agli spietati

23e si sia vendicato delle nazioni,

finché non abbia estirpato la moltitudine dei violenti

e frantumato lo scettro degli ingiusti,

24finché non abbia reso a ciascuno secondo il suo modo di agire

e giudicato le opere degli uomini secondo le loro intenzioni,

25finché non abbia fatto giustizia al suo popolo

e lo abbia allietato con la sua misericordia.

26Splendida è la misericordia nel momento della tribolazione,

come le nubi apportatrici di pioggia nel tempo della siccità.

 

 

36            1Abbi pietà di noi, Signore, Dio dell’universo, e guarda^,

2infondi il tuo timore su tutte le nazioni^.

3Alza la tua mano sulle nazioni straniere,

perché vedano la tua potenza.

4Come davanti a loro ti sei mostrato santo in mezzo a noi,

così davanti a noi móstrati grande fra di loro.

5Ti riconoscano, come anche noi abbiamo riconosciuto

che non c’è Dio al di fuori di te, o Signore.

6Rinnova i segni e ripeti i prodigi,

7glorifica la tua mano e il tuo braccio destro.

8Risveglia il tuo sdegno e riversa la tua ira,

9distruggi l’avversario e abbatti il nemico.

10Affretta il tempo e ricòrdati del giuramento,

e si narrino le tue meraviglie.

11Sia consumato dall’ira del fuoco chi è sopravvissuto

e cadano in rovina quelli che maltrattano il tuo popolo.

12Schiaccia le teste dei capi nemici

che dicono: «Non c’è nessuno al di fuori di noi».

13Raduna tutte le tribù di Giacobbe,

rendi loro l’eredità come era al principio.

14Abbi pietà, Signore, del popolo chiamato con il tuo nome,

d’Israele che hai reso simile a un primogenito.

15Abbi pietà della tua città santa,

di Gerusalemme, luogo del tuo riposo.

16Riempi Sion della celebrazione delle tue imprese

e il tuo popolo della tua gloria.

17Rendi testimonianza alle creature che sono tue fin dal principio,

risveglia le profezie fatte nel tuo nome.

18Ricompensa coloro che perseverano in te,

i tuoi profeti siano trovati degni di fede.

Ascolta, Signore, la preghiera dei tuoi servi,

19ésecondo la benedizione di Aronne sul tuo popolo,ù

e riconoscano tutti quelli che abitano sulla terra

che tu sei il Signore, il Dio dei secoli.

 

20Il ventre consuma ogni cibo,

eppure un cibo è preferibile a un altro.

21Il palato distingue al gusto la selvaggina,

così un cuore intelligente i discorsi bugiardi.

22Un cuore perverso è causa di dolore,

un uomo dalla molta esperienza lo ripaga.

23Una donna accetta qualsiasi marito,

ma vi è una giovane che è migliore di un’altra.

24La bellezza di una donna allieta il volto

e sorpassa ogni desiderio dell’uomo.

25Se sulla sua lingua vi è bontà e dolcezza,

suo marito non è un comune mortale.

26Chi si procura una sposa, possiede il primo dei beni,

un aiuto adatto a lui e una colonna d’appoggio.

27Dove non esiste siepe, la proprietà viene saccheggiata,

dove non c’è donna, l’uomo geme randagio.

28Chi si fida di un agile ladro che corre di città in città?

Così è per l’uomo che non ha un nido

e che si corica là dove lo coglie la notte.

 

 

37         1Ogni amico dice: «Anch’io sono amico»,

ma c’è chi è amico solo di nome.

2Non è forse un dolore mortale

un compagno e amico che diventa nemico?

3O inclinazione al male, come ti sei insinuata

per ricoprire la terra di inganni?

4C’è chi si rallegra con l’amico quando tutto va bene,

ma al momento della tribolazione gli è ostile.

5C’è chi si affligge con l’amico per amore del proprio ventre,

ma di fronte alla battaglia prende lo scudo.

6Non dimenticarti dell’amico nell’animo tuo,

non scordarti di lui nella tua prosperità.^

 

7Ogni consigliere esalta il consiglio che dà,

ma c’è chi consiglia a proprio vantaggio.

8Guàrdati da chi vuole darti consiglio

e prima infórmati quali siano le sue necessità:

egli infatti darà consigli a suo vantaggio;

perché non abbia a gettare un laccio su di te

9e ti dica: «La tua via è buona»,

ma poi si tenga in disparte per vedere quel che ti succede.

10Non consigliarti con chi ti guarda di sbieco

e nascondi le tue intenzioni a quanti ti invidiano.

11Non consigliarti con una donna sulla sua rivale

e con un pauroso sulla guerra,

con un mercante sul commercio

e con un compratore sulla vendita,

con un invidioso sulla riconoscenza

e con uno spietato sulla bontà di cuore^,

con un pigro su una iniziativa qualsiasi

e con un salariato sul raccolto,

con uno schiavo pigro su un lavoro importante.

Non dipendere da costoro per nessun consiglio.

12Frequenta invece un uomo giusto,

di cui sai che osserva i comandamenti

e ha un animo simile al tuo,

perché se tu cadi, egli saprà compatirti.

13Attieniti al consiglio del tuo cuore,

perché nessuno ti è più fedele.

14Infatti la coscienza di un uomo talvolta suole avvertire

meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare.

15Per tutte queste cose invoca l’Altissimo,

perché guidi la tua via secondo verità.

 

16Principio di ogni opera è la parola,

prima di ogni azione c’è la riflessione.

17Radice di ogni mutamento è il cuore,

18da cui derivano quattro scelte:

bene e male, vita e morte,

ma su tutto domina sempre la lingua.

 

19C’è l’esperto che insegna a molti,

ma è inutile a se stesso.

20C’è chi posa a saggio nei discorsi ed è odioso,

e finisce col mancare di ogni cibo;

21il Signore non gli ha concesso alcun favore,

perché è privo di ogni sapienza.

22C’è chi è saggio solo per se stesso

e i frutti della sua intelligenza si notano sul suo corpo.

23Un uomo saggio istruisce il suo popolo,

i frutti della sua intelligenza sono degni di fede.

 

24Un uomo saggio è colmato di benedizioni,

tutti quelli che lo vedono lo proclamano beato.

25La vita dell’uomo ha i giorni contati,

ma i giorni d’Israele sono senza numero.

26Il saggio ottiene fiducia tra il suo popolo,

e il suo nome vivrà per sempre.

 

27Figlio, per tutta la tua vita esamina te stesso,

vedi quello che ti nuoce e non concedertelo.

28Difatti non tutto conviene a tutti

e non tutti approvano ogni cosa.

29Non essere ingordo per qualsiasi ghiottoneria

e non ti gettare sulle vivande,

30perché l’abuso dei cibi causa malattie

e l’ingordigia provoca le coliche.

31Molti sono morti per ingordigia,

chi invece si controlla vivrà a lungo.

 



35,19 NVg (35,19) aggiunge: Dalle guance salgono infatti sino al cielo, / ma il Signore nell’accoglierle non ne prova gioia.

36,1 NVg (36,1b) aggiunge: mostraci la luce della tua misericordia

36,2 NVg (36,2bcd) aggiunge: che non ti hanno ricercato, / perché sappiano che non vi è altro Dio al di fuori di te, / e narrino le tue meraviglie

36,19a NVg (36,19ab) invece: secondo la benevolenza ce hai verso il tuo popolo, / e guidaci sulla via della giustizia

37,6b NVg (37,7) aggiunge: Non chiedere consiglio a chi trama contro di te, / e tieni nascosto il tuo consiglio a chi è invidioso di te.

37,11f NVg (37,13b) aggiunge: e con un disonesto sull’onestà

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38         1Onora il medico per le sue prestazioni,

perché il Signore ha creato anche lui.

2Dall’Altissimo infatti viene la guarigione,

e anche dal re egli riceve doni.

3La scienza del medico lo fa procedere a testa alta,

egli è ammirato anche tra i grandi.

4Il Signore ha creato medicamenti dalla terra,

l’uomo assennato non li disprezza.

5L’acqua non fu resa dolce per mezzo di un legno,

per far conoscere la potenza di lui?

6Ed egli ha dato agli uomini la scienza

perché fosse glorificato nelle sue meraviglie.

7Con esse il medico cura e toglie il dolore,

8con queste il farmacista prepara le misture.

Certo non verranno meno le opere del Signore;

da lui proviene il benessere sulla terra.

 

9Figlio, non trascurarti nella malattia,

ma prega il Signore ed egli ti guarirà.

10Allontana l’errore, regola le tue mani,

purifica il cuore da ogni peccato.

11Offri l’incenso e un memoriale di fior di farina

e sacrifici pingui secondo le tue possibilità.

12Poi ricorri pure al medico, perché il Signore ha creato anche lui:

non stia lontano da te, poiché c’è bisogno di lui.

13Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani;

14anch’essi infatti pregano il Signore

perché conceda loro di dare sollievo

e guarigione per salvare la vita.

15Chi pecca contro il proprio creatore

cada nelle mani del medico.

 

16Figlio, versa lacrime sul morto,

e come uno che soffre profondamente inizia il lamento;

poi seppelliscine il corpo secondo le sue volontà

e non trascurare la sua tomba.

17Piangi amaramente e alza il tuo caldo lamento,

il lutto sia proporzionato alla sua dignità,

un giorno o due per evitare maldicenze,

poi consólati del tuo dolore.

18Infatti dal dolore esce la morte,

il dolore del cuore logora la forza.

19Nella disgrazia resta il dolore,

una vita da povero è maledizione del cuore.

20Non abbandonare il tuo cuore al dolore,

scaccialo ricordando la tua fine.

21Non dimenticare che non c’è ritorno;

a lui non gioverai e farai del male a te stesso.

22Ricòrdati della mia sorte, che sarà anche la tua:

ieri a me e oggi a te.

23Nel riposo del morto lascia riposare anche il suo ricordo;

consólati di lui, ora che il suo spirito è partito.

 

24La sapienza dello scriba sta nel piacere del tempo libero,

chi si dedica poco all’attività pratica diventerà saggio.

25Come potrà divenire saggio chi maneggia l’aratro

e si vanta di brandire un pungolo,

spinge innanzi i buoi e si occupa del loro lavoro

e parla solo di vitelli?

26Dedica il suo cuore a tracciare solchi

e non dorme per dare il foraggio alle giovenche.

27Così ogni artigiano e costruttore

che passa la notte come il giorno:

quelli che incidono immagini per sigilli

e con pazienza cercano di variare le figure,

dedicano il cuore a riprodurre bene il disegno

e stanno svegli per terminare il lavoro.

28Così il fabbro che siede vicino all’incudine

ed è intento al lavoro del ferro:

la vampa del fuoco gli strugge le carni,

e col calore della fornace deve lottare;

il rumore del martello gli assorda gli orecchi,

i suoi occhi sono fissi sul modello di un oggetto,

dedica il suo cuore a finire il lavoro

e sta sveglio per rifinirlo alla perfezione.

29Così il vasaio che è seduto al suo lavoro

e con i suoi piedi gira la ruota,

è sempre in ansia per il suo lavoro,

si affatica a produrre in gran quantità.

30Con il braccio imprime una forma all’argilla,

mentre con i piedi ne piega la resistenza;

dedica il suo cuore a una verniciatura perfetta

e sta sveglio per pulire la fornace.

 

31Tutti costoro confidano nelle proprie mani,

e ognuno è abile nel proprio mestiere.

32Senza di loro non si costruisce una città,

nessuno potrebbe soggiornarvi o circolarvi.

Ma essi non sono ricercati per il consiglio del popolo,

33nell’assemblea non hanno un posto speciale,

non siedono sul seggio del giudice

e non conoscono le disposizioni della legge.

Non fanno brillare né l’istruzione né il diritto,

non compaiono tra gli autori di proverbi,

34ma essi consolidano la costruzione del mondo,

e il mestiere che fanno è la loro preghiera.

 

Differente è il caso di chi si applica

a meditare la legge dell’Altissimo.

 

 

39         1Egli ricerca la sapienza di tutti gli antichi

e si dedica allo studio delle profezie.

2Conserva i detti degli uomini famosi

e penetra le sottigliezze delle parabole,

3ricerca il senso recondito dei proverbi

e si occupa degli enigmi delle parabole.

4Svolge il suo compito fra i grandi,

lo si vede tra i capi,

viaggia in terre di popoli stranieri,

sperimentando il bene e il male in mezzo agli uomini.

5Gli sta a cuore alzarsi di buon mattino

per il Signore, che lo ha creato;

davanti all’Altissimo fa la sua supplica,

apre la sua bocca alla preghiera

e implora per i suoi peccati.

6Se il Signore, che è grande, vorrà,

egli sarà ricolmato di spirito d’intelligenza:

come pioggia effonderà le parole della sua sapienza

e nella preghiera renderà lode al Signore.

7Saprà orientare il suo consiglio e la sua scienza

e riflettere sui segreti di Dio.

8Manifesterà la dottrina del suo insegnamento,

si vanterà della legge dell’alleanza del Signore.

9Molti loderanno la sua intelligenza,

egli non sarà mai dimenticato;

non scomparirà il suo ricordo,

il suo nome vivrà di generazione in generazione.

10I popoli parleranno della sua sapienza,

l’assemblea proclamerà la sua lode.

11Se vivrà a lungo, lascerà un nome più famoso di mille altri

e quando morrà, avrà già fatto abbastanza per sé.

 

12Dopo aver riflettuto, parlerò ancora,

sono pieno come la luna nel plenilunio.

13Ascoltatemi, figli santi, e crescete

come una rosa che germoglia presso un torrente.

14Come incenso spargete buon profumo,

fate sbocciare fiori come il giglio,

alzate la voce e cantate insieme,

benedite il Signore per tutte le sue opere.

15Magnificate il suo nome

e proclamate la sua lode,

con i canti delle labbra e con le cetre,

e nella vostra acclamazione dite così:

 

16Quanto sono belle tutte le opere del Signore!

Ogni suo ordine si compirà a suo tempo!

17Non bisogna dire: «Che cos’è questo? Perché quello?».

Tutto infatti sarà esaminato a suo tempo.

Alla sua parola l’acqua si arresta come una massa,

a un detto della sua bocca si aprono i serbatoi delle acque.

18A un suo comando si realizza quanto egli vuole,

e nessuno potrà sminuire la sua opera di salvezza.

19Le opere di ogni uomo sono davanti a lui,

non è possibile nascondersi ai suoi occhi;

20egli guarda da un’eternità all’altra,

nulla è straordinario davanti a lui.

21Non bisogna dire: «Che cos’è questo? Perché quello?».

Tutto infatti è stato creato con uno scopo preciso.

 

22La sua benedizione si diffonde come un fiume

e come un diluvio inebria la terra.

23Così i popoli erediteranno la sua ira,

come trasformò le acque in deserto salato.

24Le sue vie sono diritte per i santi,

ma per gli empi sono piene d’inciampi.

25Per i buoni i beni furono creati sin da principio,

allo stesso modo i mali per i peccatori.

26Le cose di prima necessità per la vita dell’uomo sono:

acqua, fuoco, ferro, sale,

farina di frumento, latte, miele,

succo di uva, olio e vestito.

27Tutte queste cose sono un bene per i buoni,

allo stesso modo si volgono in male per i peccatori.

 

28Ci sono venti creati per castigare

e nella loro furia rafforzano i loro flagelli;

quando verrà la fine, scateneranno violenza

e placheranno lo sdegno del loro creatore.

29Fuoco, grandine, fame e morte

sono tutte cose create per il castigo.

30Denti delle fiere, scorpioni, vipere

e spade vendicatrici sono per la rovina degli empi.

31Si rallegrano quando lui li comanda,

stanno pronti sulla terra secondo il bisogno

e al momento opportuno non trasgrediscono la sua parola.

 

32Di questo ero convinto fin dal principio,

vi ho riflettuto e l’ho messo per iscritto:

33«Le opere del Signore sono tutte buone;

egli provvederà a ogni necessità a suo tempo».

34Non bisogna dire: «Questo è peggiore di quello».

Tutto infatti al tempo giusto sarà riconosciuto buono.

35E ora cantate inni con tutto il cuore e con la bocca,

e benedite il nome del Signore.

 

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40            1Grandi pene sono destinate a ogni uomo

e un giogo pesante sta sui figli di Adamo,

dal giorno della loro uscita dal grembo materno

fino al giorno del ritorno alla madre di tutti.

2Il pensiero dell’attesa e il giorno della fine

provocano le loro riflessioni e il timore del cuore.

3Da chi siede su un trono glorioso

fino a chi è umiliato su terra e su cenere,

4da chi indossa porpora e corona

fino a chi è ricoperto di panno grossolano,

5non c’è che sdegno, invidia, spavento, agitazione,

paura della morte, contese e liti.

Anche durante il riposo nel letto

il sogno notturno turba i suoi pensieri:

6per un poco, come niente, sta nel riposo

e subito nel sonno si affatica come di giorno,

è sconvolto dalla visione del suo cuore,

come chi è scampato da una battaglia.

7Al momento di mettersi in salvo si sveglia,

meravigliandosi dell’irreale timore.

8Così è per ogni essere vivente, dall’uomo alla bestia,

ma per i peccatori sette volte tanto:

9morte, sangue, contese, spada,

disgrazie, fame, calamità, flagelli.

10Questi mali sono stati creati per gli empi,

per loro causa venne anche il diluvio.

11Tutto quello che proviene dalla terra alla terra ritorna,

quanto viene dalle acque rifluisce nel mare.

 

12Ogni corruzione e ogni ingiustizia sparirà,

ma la fedeltà resterà per sempre.

13Le ricchezze degli ingiusti si prosciugheranno come un torrente,

si disperderanno come tuono che echeggia durante l’uragano.

14Se gli ingiusti dovranno alzare le mani, ci si rallegrerà,

così i trasgressori cadranno in rovina.

15La stirpe degli empi non moltiplica i suoi rami,

le radici impure sono sopra una pietra dura.

16Il giunco su ogni corso d’acqua o sugli argini di un fiume

viene tagliato prima di ogni altra erba.

17Un atto di bontà è come un giardino di benedizioni,

l’elemosina dura per sempre.

 

18La vita di chi basta a se stesso e del lavoratore è dolce,

ma più ancora lo è per chi trova un tesoro.

19I figli e la fondazione di una città consolidano un nome,

ma più ancora è apprezzata una donna irreprensibile.

20Vino e musica rallegrano il cuore,

ma più ancora l’amore della sapienza.

21Il flauto e l’arpa rendono piacevole il canto,

ma più ancora una voce soave.

22L’occhio desidera grazia e bellezza,

ma più ancora il verde dei campi.

23Il compagno e l’amico s’incontrano a tempo opportuno,

ma più ancora moglie e marito.

24Fratelli e soccorritori aiutano nella tribolazione,

ma più ancora l’elemosina.

25Oro e argento rendono sicuro il piede,

ma più ancora è stimato un consiglio.

26Ricchezze e potenza sollevano il cuore,

ma più ancora il timore del Signore.

Con il timore del Signore non manca nulla,

con esso non c’è bisogno di cercare un altro aiuto.

27Il timore del Signore è come un giardino di benedizioni

e protegge più di qualsiasi gloria.

 

28Figlio, non vivere una vita da mendicante:

è meglio morire piuttosto che mendicare.

29Un uomo che guarda alla tavola altrui

ha una vita che non si può chiamare tale;

si contaminerà con cibi estranei,

l’uomo sapiente ed educato se ne guarderà.

30Il mendicare è dolce nella bocca dello sfrontato,

ma dentro di lui c’è un fuoco che brucia.

 

 

41         1O morte, com’è amaro il tuo ricordo

per l’uomo che vive sereno nella sua agiatezza,

per l’uomo senza assilli e fortunato in tutto

e ancora in forze per provare il piacere.

2O morte, è gradita la tua sentenza

all’uomo indigente e privo di forze,

al vecchio decrepito e preoccupato di tutto,

a colui che è indocile e ha perduto ogni speranza.

3Non temere la sentenza della morte,

ricòrdati di chi ti ha preceduto e di chi ti seguirà.

4Questo è il decreto del Signore per ogni uomo;

perché ribellarsi al volere dell’Altissimo?

Siano dieci, cento, mille anni:

negli inferi non ci sono recriminazioni sulla vita.

 

5Figli d’infamia sono i figli dei peccatori,

frequentano le case degli empi.

6L’eredità dei figli dei peccatori andrà in rovina,

con la loro discendenza continuerà il disonore.

7Contro un padre empio imprecano i figli,

perché a causa sua sono disonorati.

8Guai a voi, uomini empi,

che avete abbandonato la legge dell’Altissimo!

9éSe vi moltiplicate, è per la rovina,ù

se nascete, nascete per la maledizione,

e se morite, la maledizione sarà la vostra sorte.

10Quanto è dalla terra alla terra ritornerà,

così gli empi passano dalla maledizione alla rovina.

 

11Il lutto degli uomini riguarda i loro corpi,

la cattiva fama dei peccatori sarà cancellata.

12Abbi cura del tuo nome, perché esso sopravviverà a te

più di mille grandi tesori d’oro.

13I giorni di una vita felice sono contati,

ma il buon nome dura per sempre.

 

14Figli, custodite l’istruzione in pace;

ma sapienza nascosta e tesoro invisibile,

a che cosa servono entrambi?

15Meglio l’uomo che nasconde la sua stoltezza

di quello che nasconde la sua sapienza.

 

16Perciò provate vergogna per le cose che qui di seguito vi indico:

non è bene infatti vergognarsi di qualsiasi cosa,

come non si può approvare sempre tutto.

17Vergognatevi della prostituzione davanti al padre e alla madre,

della menzogna davanti al capo e al potente,

18del delitto davanti al giudice e al magistrato,

dell’empietà davanti all’assemblea e al popolo,

dell’ingiustizia davanti al compagno e all’amico,

19del furto davanti all’ambiente dove abiti,

di Dio, che è veritiero, e dell’alleanza,

di piegare i gomiti sopra i pani, a tavola,

di essere scortese quando ricevi e quando dai,

20di non rispondere a quanti salutano,

dello sguardo su una donna scostumata,

21del rifiuto fatto a un parente,

dell’appropriazione di eredità o donazione,

del desiderio per una donna sposata,

22della relazione con la sua schiava

– non accostarti al suo letto –,

di dire parole ingiuriose davanti agli amici

e, dopo aver donato, di rinfacciare un regalo,

42       1di ripetere quanto hai udito

e di rivelare parole segrete.

Allora saprai veramente che cos’è la vergogna

e incontrerai favore presso ogni uomo.

 

Delle cose seguenti non ti vergognare

e non peccare per rispetto umano:

2della legge dell’Altissimo e dell’alleanza,

della sentenza che giustifica l’empio,

3dei conti con il socio e con i compagni di viaggio,

di dare agli altri l’eredità che spetta loro,

4dell’esattezza della bilancia e dei pesi,

di fare acquisti, grandi o piccoli che siano,

5della contrattazione sul prezzo dei commercianti,

della frequente correzione dei figli

e di far sanguinare i fianchi di uno schiavo pigro.

6Con una moglie malvagia è opportuno il sigillo,

dove ci sono troppe mani usa la chiave.

7Qualunque cosa depositi, contala e pesala,

il dare e l’avere sia tutto per iscritto.

8Non vergognarti di correggere l’insensato e lo stolto

e il vecchio molto avanti negli anni accusato di fornicazione;

così sarai veramente assennato

e approvato da ogni vivente.

 

9Per il padre una figlia è un’inquietudine segreta,

il pensiero di lei allontana il sonno:

nella sua giovinezza, perché non sfiorisca,

una volta accasata, perché non sia ripudiata,

10finché è vergine, perché non sia sedotta

e resti incinta nella casa paterna,

quando è maritata, perché non cada in colpa,

quando è accasata, perché non sia sterile.

11Su una figlia ribelle rafforza la vigilanza,

perché non ti renda scherno dei nemici,

motivo di chiacchiere in città e di rimprovero fra la gente,

così da farti vergognare davanti a tutti.

12Non considerare nessuno solo per la sua bellezza

e non sederti insieme con le donne,

13perché dagli abiti esce fuori la tignola

e dalla donna malizia di donna.

14Meglio la cattiveria di un uomo che la compiacenza di una donna,

una donna impudente è un obbrobrio.

 

15Ricorderò ora le opere del Signore

e descriverò quello che ho visto.

Per le parole del Signore sussistono le sue opere,

e il suo giudizio si compie secondo il suo volere.

16Il sole che risplende vede tutto,

della gloria del Signore sono piene le sue opere.

17Neppure ai santi del Signore è dato

di narrare tutte le sue meraviglie,

che il Signore, l’Onnipotente, ha stabilito

perché l’universo stesse saldo nella sua gloria.

18Egli scruta l’abisso e il cuore,

e penetra tutti i loro segreti.

L’Altissimo conosce tutta la scienza

e osserva i segni dei tempi,

19annunciando le cose passate e future

e svelando le tracce di quelle nascoste.



41,9a NVg omette.

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20Nessun pensiero gli sfugge,

neppure una parola gli è nascosta.

21Ha disposto con ordine le meraviglie della sua sapienza,

egli solo è da sempre e per sempre:

nulla gli è aggiunto e nulla gli è tolto,

non ha bisogno di alcun consigliere.

22Quanto sono amabili tutte le sue opere!

E appena una scintilla se ne può osservare.

23Tutte queste cose hanno vita e resteranno per sempre

per tutte le necessità, e tutte gli obbediscono.

24Tutte le cose sono a due a due, una di fronte all’altra,

egli non ha fatto nulla d’incompleto.

25L’una conferma i pregi dell’altra:

chi si sazierà di contemplare la sua gloria?

 

 

43         1Vanto del cielo è il limpido firmamento,

spettacolo celeste in una visione di gloria.

2Il sole, quando appare nel suo sorgere, proclama:

«Che meraviglia è l’opera dell’Altissimo!».

3A mezzogiorno dissecca la terra

e di fronte al suo calore chi può resistere?

4Si soffia nella fornace nei lavori a caldo,

ma il sole brucia i monti tre volte tanto;

emettendo vampe di fuoco,

facendo brillare i suoi raggi, abbaglia gli occhi.

5Grande è il Signore che lo ha creato

e con le sue parole ne affretta il corso.

 

6Anche la luna, sempre puntuale nelle sue fasi,

regola i mesi e indica il tempo.

7Viene dalla luna l’indicazione di ogni festa,

fonte di luce che decresce fino a scomparire.

8Da essa il mese prende nome,

mirabilmente crescendo secondo le sue fasi.

È un’insegna per le schiere in alto,

splendendo nel firmamento del cielo.

 

9Bellezza del cielo è la gloria degli astri,

ornamento che brilla nelle altezze del Signore.

10Stanno agli ordini di colui che è santo, secondo il suo decreto,

non abbandonano le loro postazioni di guardia.

11Osserva l’arcobaleno e benedici colui che lo ha fatto:

quanto è bello nel suo splendore!

12Avvolge il cielo con un cerchio di gloria,

lo hanno teso le mani dell’Altissimo.

 

13Con il suo comando fa cadere la neve

e fa guizzare i fulmini secondo il suo giudizio:

14per esso si aprono i tesori celesti

e le nubi volano via come uccelli.

15Con la sua potenza egli condensa le nuvole

e si sminuzzano i chicchi di grandine.

17aIl rumore del suo tuono fa tremare la terra,

16e al suo apparire sussultano i monti;

secondo il suo volere soffia lo scirocco,

17bcosì anche l’uragano del settentrione e il turbine dei venti.

Egli sparge la neve come uccelli che discendono,

come locusta che si posa è la sua caduta.

18L’occhio ammira la bellezza del suo candore

e il cuore stupisce nel vederla fioccare.

19Riversa sulla terra la brina come sale,

che gelandosi forma punte di spine.

20Soffia la gelida tramontana,

sull’acqua si condensa il ghiaccio;

esso si posa sull’intera massa d’acqua,

che si riveste come di corazza.

21Egli divora i monti e brucia il deserto;

come fosse fuoco, inaridisce l’erba.

22Rimedio di tutto è un annuvolamento improvviso,

l’arrivo della rugiada ristora dal caldo.

 

23Con la sua parola egli ha domato l’abisso

e vi ha piantato le isole.

24I naviganti del mare ne descrivono i pericoli,

a sentirli con i nostri orecchi restiamo stupiti;

25là ci sono opere singolari e stupende,

esseri viventi di ogni specie e mostri marini.

26Per lui il suo messaggero compie un felice cammino,

e per la sua parola tutto sta insieme.

 

27Potremmo dire molte cose e mai finiremmo,

ma la conclusione del discorso sia: «Egli è il tutto!».

28Come potremmo avere la forza per lodarlo?

Egli infatti, il Grande, è al di sopra di tutte le sue opere.

29Il Signore è terribile e molto grande,

meravigliosa è la sua potenza.

30Nel glorificare il Signore, esaltatelo

quanto più potete, perché non sarà mai abbastanza^.

Nell’esaltarlo moltiplicate la vostra forza,

non stancatevi, perché non finirete mai.

31Chi lo ha contemplato e lo descriverà?

Chi può magnificarlo come egli è?

32Vi sono molte cose nascoste più grandi di queste:

noi contempliamo solo una parte delle sue opere.

33Il Signore infatti ha creato ogni cosa

e ha dato la sapienza ai suoi fedeli.

 

 

44         1Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,

dei padri nostri nelle loro generazioni.

2Il Signore li ha resi molto gloriosi:

la sua grandezza è da sempre.

3Signori nei loro regni,

uomini rinomati per la loro potenza,

consiglieri per la loro intelligenza

e annunciatori nelle profezie.

4Capi del popolo con le loro decisioni

e con l’intelligenza della sapienza popolare;

saggi discorsi erano nel loro insegnamento.

5Inventori di melodie musicali

e compositori di canti poetici.

6Uomini ricchi, dotati di forza^,

che vivevano in pace nelle loro dimore.

7Tutti costoro furono onorati dai loro contemporanei,

furono un vanto ai loro tempi.

8Di loro, alcuni lasciarono un nome,

perché se ne celebrasse la lode.

9Di altri non sussiste memoria,

svanirono come se non fossero esistiti,

furono come se non fossero mai stati,

e così pure i loro figli dopo di loro.

10Questi invece furono uomini di fede,

e le loro opere giuste non sono dimenticate.

11Nella loro discendenza dimora

una preziosa eredità: i loro posteri.

12La loro discendenza resta fedele alle alleanze

e grazie a loro anche i loro figli.

13Per sempre rimarrà la loro discendenza

e la loro gloria non sarà offuscata.

14I loro corpi furono sepolti in pace,

ma il loro nome vive per sempre.

15I popoli parlano della loro sapienza,

l’assemblea ne proclama la lode.

 

16Enoc piacque al Signore e fu rapito^,

esempio di conversione per tutte le generazioni.

 

17Noè fu trovato perfetto e giusto,

al tempo dell’ira fu segno di riconciliazione;

per mezzo suo un resto sopravvisse sulla terra,

quando ci fu il diluvio.

18Alleanze eterne furono stabilite con lui,

perché con il diluvio non fosse distrutto ogni vivente.

 

19Abramo fu grande padre di una moltitudine di nazioni,

nessuno fu trovato simile a lui nella gloria.

20Egli custodì la legge dell’Altissimo,

con lui entrò in alleanza.

Stabilì l’alleanza nella propria carne

e nella prova fu trovato degno di fede.

21Per questo Dio gli promise con giuramento

di benedire le nazioni nella sua discendenza,

di moltiplicarlo come la polvere della terra,

di innalzare la sua discendenza come gli astri

e di dar loro un’eredità

da mare a mare

e dal fiume fino all’estremità della terra.

22Anche a Isacco fu fatta la stessa promessa

grazie ad Abramo, suo padre.

23La benedizione di tutti gli uomini e la sua alleanza

Dio fece posare sul capo di Giacobbe;

lo confermò nelle sue benedizioni,

gli diede il paese in eredità:

lo divise in varie parti,

assegnandole alle dodici tribù.

 

Da lui fece sorgere un uomo mite,

che incontrò favore agli occhi di tutti,

45                  1amato da Dio e dagli uomini:

Mosè, il cui ricordo è in benedizione.

2Gli diede gloria pari a quella dei santi

e lo rese grande fra i terrori dei nemici.

3Per le sue parole fece cessare i prodigi

e lo glorificò davanti ai re;

gli diede autorità sul suo popolo

e gli mostrò parte della sua gloria.

4Lo santificò nella fedeltà e nella mitezza,

lo scelse fra tutti gli uomini.

5Gli fece udire la sua voce,

lo fece entrare nella nube oscura

e gli diede faccia a faccia i comandamenti,

legge di vita e d’intelligenza,

perché insegnasse a Giacobbe l’alleanza,

i suoi decreti a Israele.

 

6Egli innalzò Aronne, santo come lui,

suo fratello, della tribù di Levi.

7Stabilì con lui un’alleanza perenne

e lo fece sacerdote per il popolo.

Lo onorò con splendidi ornamenti

e gli fece indossare una veste di gloria.



43,30b NVg (43,32c) aggiunge: e il suo splendore suscita meraviglia

44,6a NVg (44,6b) aggiunge: dediti alla ricerca del bello

44,16a NVg aggiunge: in paradiso

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9/3/2009 12:25 PM
 
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8Lo rivestì con il massimo degli onori,

lo coronò con paramenti di potenza:

calzoni, tunica ed efod.

9Lo avvolse con melagrane

e numerosi campanelli d’oro all’intorno,

che suonassero al muovere dei suoi passi,

diffondendo il tintinnio nel tempio,

come memoriale per i figli del suo popolo.

10Lo avvolse con una veste sacra d’oro,

violetto e porpora, opera di ricamatore,

con il pettorale del giudizio, con i segni della verità

11e con tessuto di scarlatto filato, opera d’artista,

con pietre preziose, incise come sigilli,

incastonate sull’oro, opera d’intagliatore,

quale memoriale, con le parole incise

secondo il numero delle tribù d’Israele.

12Sopra il turbante gli pose una corona d’oro

con incisa l’iscrizione sacra,

insegna d’onore, lavoro vigoroso,

ornamento delizioso per gli occhi.

13Prima di lui non si erano viste cose tanto belle,